Ozo si sottopone al Trattamento
Mi svegliai presto, o forse sarei più onesto a dire che non dormii molto. I miei compagni dormivano, e il giardino era ancora avvolto nell’oscurità simulata per rendere l’ambiente più naturale.
Per rilassarmi e per abitudine, mi misi a praticare una lenta forma marziale. Dopo averla terminata, mi sentivo più tranquillo e ricaricato di energia positiva.
Mi diressi all’ingresso della zona degli alloggi, la porta si aprì e un droide mi aspettava per accompagnarmi in quella che, appresi più tardi, era l’area scientifico-medica.
Il droide si fermò davanti all’uscio che si aprì per farmi passare e si richiuse alle mie spalle.
Un droide “medico” si avvicinò e mi fece cenno di seguirlo mentre la voce di Theel mi salutava «Buongiorno Ozo.»
«Buongiorno Theel» risposi.
«Vorrei spiegarti in cosa consiste quello che abbiamo definito addestramento. C’è un primo livello, semplice, in cui stimoleremo il cervello, in modo che la memoria sviluppi il suo potenziale, così anche la parte razionale che gestisce tutte le informazioni possedute. Fatto questo verranno trasmesse le informazioni utili per aiutarmi a far decollare la nave e per gestire le cose che incontreremo. Lo stesso trattamento sarà applicato ai tuoi compagni.»
«Ho capito, non sembra pericoloso o doloroso», commentai.
«Infatti non è doloroso e neppure pericoloso», confermò.
«Bene», aggiunsi, «spiegami ora perché lo hai definito primo livello, c’è un secondo? Un terzo? Quanti sono?»
Passarono credo cinque minuti buoni, un’eternità se pensiamo a cosa era Theel, prima che riprendesse a parlare. «C’è solo un altro livello ed è pericoloso e doloroso…» fissai l’ologramma di Theel davanti a me.
«Quindi?» Chiesi, con un tono forse un po troppo deciso.
«È un procedimento che ho sviluppato e non ho mai testato. Con il problema degli Hurt’zu mi era venuta l’idea che forse ci sarebbe stato bisogno di “velocizzare” i tempi con i terrestri.»
«Velocizzare?»
«Per semplificare, il metodo che ho sviluppato permette di raggiungere risultati che la vostra specie potrebbe ottenere naturalmente, tra quattrocento o cinquecento anni, in pochi giorni di Trattamento. Per questo motivo è pericoloso e doloroso. Tu ed i tuoi compagni avete subito già un’alterazione, dovuta alla vicinanza con l’astronave passata nell’iperspazio, che potrebbe facilitare il procedimento.»
Avrei dovuto sottopormi solo al primo livello, sembrava poco più di una seduta di apprendimento ipnotico che già si usava sul Marte. L’idea di essere trattato come un esperimento da laboratorio, proprio non mi piaceva. Il tempo scorreva mentre i sommessi ronzii degli apparati e i leggeri rumori dei droidi al lavoro riempivano l’ambiente. Più il tempo trascorreva, più l’idea di sottopormi al secondo livello si faceva strada.
No, mi dissi, non se ne parla. Ma se invece ci potesse offrire un vantaggio contro quella che sembrava l’inizio della fine della specie umana? In fondo rischiavo solo di morire, esattamente quello che rischiavo ogni volta che mettevo piede su una navetta per una missione. Non era molto differente.
La fila dei volti dei miei compagni, persi in quella stupida guerra. si fece strada nella mia mente e sentii la mia voce «Ok Theel, spariamoci il secondo Trattamento e vediamo cosa succede.»
«Spariamoci?» Domandò Theel, «non capisco….»
«Dovresti fare il corso di livello uno degli Spangers…», suggerii sorridendo.
Un droide medico mi accompagnò ad una postazione, non molto lontana da dove un’altra coppia di droidi stava lavorando sul guscio medico che conteneva Sayuri. Mi fece cenno di avvicinarmi ad un macchinario.
«Tenente si tolga tutti i vestiti e gli accessori e per favore ed entri in quel guscio medico.»
Eseguii l’ordine e mi misi comodo nel guscio che, devo ammettere, trasmetteva una sensazione confortevole.
Una serie di tentacoli, non mi veniva parola migliore per definirli, si avvicinarono al mio corpo. Con le estremità di forme e dimensioni differenti iniziarono a muoversi, come se dovessero capire bene dove mordere. Non era una bella immagine. Poi il guscio lentamente si chiuse, mentre la luce affievoliva e contemporaneamente mi assopii.
Luce, buio. E poi voci e parole, sconosciute, strane. E il dolore, tanto dolore, ovunque. Sentivo il mio corpo, perlomeno credevo fosse il mio, contrarsi in spasmi che mi sembravano terribili. La testa mi scoppiava, volevo chiudere gli occhi e dormire. Poi pensavo che avevo già gli occhi chiuse e che forse stavo sognando. Mi devo svegliare, no è meglio stare tranquilli. Ed il dolore continuava, la bocca secca, arida desiderava una bella birra fredda. Ma prima dovevo mangiare perché sentivo i crampi allo stomaco, quindi avevo fame. Dove posso trovare del cibo? Cercai di guardarmi intorno, ma era buio, ero nello spazio, vedevo la galassia. Non è possibile, sono nudo, sento freddo, non posso vivere nello spazio senza protezione. E tornarono le voci, la lingua degli Hurt’zu la riconoscevo, tutta schiocchi e sibili. Poi un’altra dolce e melodiosa. Luce, stavo cadendo, tentai di afferrare qualcosa, ma le mie mani non riuscivano a stringere nulla. Buio di nuovo, silenzio, freddo. Forse sono morto, però sono consapevole di qualcosa. Forse la morte è questa… Luce nuovamente, odori, aria, tanta aria nei polmoni e spalancai gli occhi.
Il guscio era aperto, sopra di me il volto inespressivo di un droide medico.
«Bene Ozo» scandì la voce di Theel, abbiamo finito e quantomeno sei ancora vivo. Mi scappò un scortese suggerimento di dove andare, che Theel non comprese o forse molto probabilmente ignorò.
«Dai tracciati e dai dati direi che è andata bene. Poi verificheremo durante i prossimi giorni» mi informò.
«Quanto tempo è passato?» chiesi «Sette giorni.»
«Ecco perché avevo fame e sete» commentai.
«Quindi cosa mi devo aspettare?» Domandai.
«Abbiamo potenziato sia la tua mente che il tuo corpo, sarai in grado di apprendere, memorizzare e comprendere molte cose. Molte sono già in tuo possesso, durante i prossimi giorni ne prenderai coscienza. Il tuo corpo ora ha ossa e tendini più forti, muscoli più potenti e veloci, così come il tuo sistema nervoso è più reattivo ed è aumentata anche la resistenza agli sforzi e alla fatica.»
Cercai di alzarmi.
«Ora devi riposare in modo naturale per qualche ora, poi potrai alzarti ed andare dai tuoi compagni. Ho tenuto Siro sempre aggiornato, quindi non ti preoccupare. Sayuri è viva e sta continuando il suo percorso. Ora riposa.»
Mi svegliai riposato, con una sensazione simile a quella di un buon allenamento seguito da una lunga e calda doccia. E con fame. Uscii dal guscio medico, con precauzione non sapendo quali reazioni aspettarmi dal mio corpo.
Mi sembrava tutto normale, mi rivestii e mi avvia verso l’uscita, aspettando che un droide mi accompagnasse.
La voce di Theel mi informò: «Non hai più bisogno di essere accompagnato da un droide. Hai il libero accesso ad ogni punto della nave e sai come accedervi. Hai la mia fiducia.»
Mi avviai titubante, ma ad ogni passo sempre più sicuro. Vedevo le cose in modo differente, di alcune avevo la consapevolezza di conoscerle, altre erano totalmente sconosciute.
Raggiunsi la zona degli alloggi ed entrai nel giardino. Era l’equivalente del pomeriggio, alcuni dei miei compagni stavano chiacchierando, altri si stavano allenando.
Willy mi vide e gridò «Ozo, finalmente, come stai?».
Mi vennero incontro fissandomi in attesa di qualche mia parola.
«È bello rivedervi tutti» li salutai sfoggiando un sorriso «Sto bene, è stata dura, molto dura ma sto bene» iniziarono a volare abbracci e domande «Un’attimo ragazzi, ho fame e sete. Poi vi racconto tutto.»
Anna e Alejandro corsero a prendere qualcosa da mangiare mente gli altri mi guidarono verso una zona del giardino dove alcuni grandi tavoli con panche erano stati inseriti come arredo e che erano diventati il centro sociale della zona alloggi.
Mi sedetti iniziando a mangiare iniziando, tra un boccone e l’altro il mio racconto «Ci sono due livelli di apprendimento…» iniziai a raccontare la mia esperienza, tra domande, sguardi allibiti e a volte increduli.
Willy mi guardò chiedendomi «Quindi ora dovresti essere più intelligente di me e più forte di Daniel?» La sua risata fu contagiosa.
«Così parrebbe, ma sono ancora convalescente e spero non oserete mettermi alla prova!» Ribattei. Anna e Alejandro sparirono di nuovo e ritornarono con birra per tutti e la serata proseguì in allegria.
Mi svegliai infastidito dalla luce e mi accorsi che ero steso sull’erba e molti dei miei compagni erano nella stessa condizione. “Sarò stato potenziato, ma l’effetto della troppa birra era comunque lo stesso”, pensai e devo ammettere che non ne ero dispiaciuto, a parte il mal di testa.
Quei distributori di cibo… Compresi che i distributori di cibo erano in realtà dei replicatori che potevano riprodurre ogni tipo di cibo, una volta introdotte le informazioni. Compresi anche che potevano anche replicare oggetti. Non comprendevo il funzionamento, ma c’erano ed erano tremendamente efficaci. La birra sapeva veramente da birra, e anche l’effetto era reale. Mi immaginai che qualche Vanai fosse passato in qualche birreria inglese. Sorridendo tra me e me, mi alzai e mi diressi al mio alloggio per rinfrescarmi.
Erano già un paio d’ore che ero al terminale a leggere e documentarmi, quando arrivò Siro. Mi ero reso conto che la mia velocità di assimilazione era decisamente ad un livello incredibile, così come la comprensione delle informazioni.
«Ciao Ozo, abbiamo esagerato un po ieri sera…» si sedette tenendosi la testa tra le mani ma sorridente.
«Dovrei avere un jetmed da qualche parte…», gli dissi.
«Nah, tra un po passa», mi rispose. «Piuttosto volevo dirti che voglio essere il prossimo a sottopormi al livello due», lo guardai.
«Lo immaginavo, credo che non ci siano problemi. Il livello due è una concessione di Theel e credo che abbia un suo metro di valutazione per ammettere qualcuno al processo…»
«Devo chiederglielo» aggiunsi.
«Ok», mi rispose, «Chiediglielo e poi fammi sapere», aggiunse uscendo dalla stanza.
Mi misi in contatto con Theel «Avrei un paio di domande da farti…»
«Bene, cosa vuoi sapere?»
«Innanzi tutto volevo farti sapere che il primo che si è offerto è Siro e desidererebbe sottoporsi al livello due. Credi sia possibile?»
Passarono un paio di minuti prima che la risposta arrivasse «Certo, Siro è un ottimo elemento.»
«Ottimo, grazie» e continuai: «l’altra domanda è particolare, quale tipo di valutazione fai per fidarti di noi e condividere le tue conoscenze?»
«Come direste voi umani, “Bella domanda”…» sorrisi, mentre Theel continuava.
«Essendo una specie molto vecchia, le nostre capacità mentali si sono evolute e abbiamo sviluppato quella che potrebbe essere definita come una specie di telepatia, mi spiego meglio, non leggiamo i singoli pensieri, ma piuttosto le emozioni, le intenzioni, riusciamo a capire l’indole di una persona, se buona o malvagia, leale o falsa. È una cosa che possedete anche voi, ma è estremamente rara ed emerge solo dopo lunghi studio ed allenamento. Per noi invece è diventata una cosa normale che tutti hanno.»
«Credo di aver capito, sulla Terra, in passato, ci sono stati asceti e maestri di arti marziali a cui sono stati attribuite queste facoltà.»
«Si lo sappiamo, alcuni percepivano anche gli attacchi imminenti. Ora che siete sulla nave, la vicinanza mi ha permesso di “leggere” anche i tuoi compagni, e quello che vedo mi piace. Ozo, anche tu hai questa capacità innata, il talento che ti ha reso un ottimo leader, permettendoti di avere compagni fidati e con notevoli qualità individuali. Ora questa capacità è aumentata e devi, come tante altre cose esplorarla e comprenderla, ti serve tempo.»
Mi lasciò il tempo di assimilare tutte queste informazioni. La mia mente scorse rapidamente gli anni addietro, i momenti di difficoltà in cui la squadra e le persone si avvicinavano, confidando sulle mie capacità per risolvere problemi anche personali. Rivedevo le persone che si erano allontanate spontaneamente e quelle che desideravano avvicinarsi.
La voce di Theel mi riportò alla realtà «Personalmente ritengo che sia Siro che tutti i tuoi compagni, siano ottimi candidati al secondo livello se lo desiderano. Questo è una cosa positiva e vantaggiosa per entrambi» e continuò «Sarà anche interessante e divertente vedere quali talenti usciranno al termine. Il processo stimola fortemente anche quella parte del cervello che gestisce il talento, questa è alla base del nostro essere e della nostra società. Ciò permette a persone con talenti simili e compatibili di lavorare insieme per il miglioramento comune.»
«Questo suona molto interessante e sono veramente curioso di vedere i risultati» risposi «Avrei un’altra domanda, quante persone riesci a trattare contemporaneamente? Così posso organizzare la meglio la squadra.»
«Giusto, possiamo trattarne tre alla volta in modo sicuro e efficace. Di più potrebbe essere rischioso.»
Annuii. «Comprendo e avrei un’ultima domanda, scusami per la mia curiosità», vidi il sorriso sul volto dell’ologramma, «non sarà certo l’ultima, dimmi…»
«Perché parli così spesso al plurale, se ho ben capito sei solo.»
«Ero solo, ora ci siete voi… comunque in tutti questi anni di solitudine ho assimilato gli scritti dei miei compagni, ho migliorato e creato alcuni droidi che mi aiutano, spesso autonomamente, nei lavori necessari e questo mi ha fatto sentire meno solo, fino a prendere l’abitudine di pensare che stavamo facendo un lavoro di squadra.»
Lo guardai serio «Questo lo posso capire… grazie per avermi risposto.»