La saga di Ozo

Fin da bambino, ho sempre amato la fantascienza. Mi ricordo i film in televisione, rigorosamente in bianco e nero, erano gli anni sessanta, i romanzi Urania che mia sorella maggiore comprava e poi mi passava ed il film che mi ha stregato “Il pianeta proibito”, diretto nel 1956 da Fred M. Wilcox e prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer. 

Poi iniziai a comprare libri risparmiando la paghetta settimanale e mi iscrissi anche ad un club di fantascienza “Tre passi nell’ignoto” dove, in una soffitta di un vecchio palazzo, cataste di libri creavano una meravigliosa e polverosa biblioteca fantastica.

La musica, l’informatica (il mio lavoro), le arti marziali, la famiglia hanno riempito la mia vita all’inverosimile e solo con l’arrivo della pensione il tempo iniziò a fluire diversamente lasciando che la fantasia corresse libera.

Capita che nel 2020 in piena pandemia, nel tentativo di appisolarmi nelle interminabili giornate passate in casa, avevo preso l’abitudine di fantasticare su uno scenario fantascientifico. Iniziò così a prendere forma una specie di racconto che mi trasportava, il più delle volte, nelle braccia di Morfeo. Decisi, quasi per gioco, che le idee che mi stavano girando in testa non dovessero andare perdute al prossimo interesse che mi avesse colpito e iniziai a trascriverle in modo ordinato su un comodo programma di appunti.

E la cosa mi prese la mano.

Iniziai così ad interessarmi in primis a recuperare un buon uso della grammatica italiana, poi a capire come si dovesse scrivere un libro; successivamente iniziai ad interessarmi di più all’astronomia per capire dove e come ambientare l’avventura che stava prendendo forma e a cercare di verificare se le idee che avevo avessero un minimo di credibilità scientifica pur considerando che stavo scrivendo di fantasia. Non mi sono mai piaciute i libri ed i film con “soluzioni” estreme. In fondo il genere che amo è composto dalla parola fantasia e scienza.

Devo fare un’altra premessa.

Sono un ammiratore di J.R.R. Tolkien dei dettagli, le lingue, ed i percorsi storiografici che fanno da fondamenta alle sue narrazioni, così come sono un irriducibile ammiratore di Star Trek e dell’universo creato da genio di Gene Roddenberry (non delle ultime produzioni sono sincero, troppi effetti e storie banali). Questa cosa mi ha portato a desiderare di creare in modo dettagliato, nei miei limiti, un universo credibile con storie e dettagli delle varie specie ed ovviamente in particolare del nostro sistema solare, dove esiste una Federazione non proprio “buona”, dove esistono colonie su Luna e Marte ed un percorso storico che porta alla data in cui la storia si svolge.

Come dicevo, il mio modo di scrivere ha tante influenze. Prima di tutto i libri, in particolare quelli che hanno storie che si snodano su più volumi, e  le serie televisive. Sono debitore nei confronti di Star Trek, della incredibile serie Stargate, di Andromeda (sempre un progetto di Roddenberry) e anche della serie S.W.A.T. della CBS con Shemar Moore nei panni di Daniel Harrelson caposquadra generoso e determinato. La pratica costante delle arti marziali da ben cinque decadi ed una attenzione e sensibilità al lavoro di squadra in situazioni di emergenza sono state altre esperienze che hanno guidato le mie parole.

Ad un’attento lettore l’opera, che inizia ad avere una dimensione riguardevole, apparirà con uno stile semplice che però offre un cambiamento narrativo tra i capitoli dovuto alla mia curva di apprendimento, non mancano riferimenti, idee e spunti prese da opere famose che ovviamente hanno fatto la parte da leone nella mia crescita. Credo, in tutta sincerità, che il mio stile narrativo sia migliorato nel tempo, ma come sempre il verdetto è del lettore.

Ammissione finale. Questa “saga” l’ho scritta per me, senza nessuna velleità di pubblicare, quindi continuerò a scrivere per divertirmi e dar sfogo alla mia fantasia, anche se mia moglie Pia, con la sua enorme pazienza, insiste perché non rimanga relegato in un cassetto (in verità sarebbe una cartella sul mio computer).

Capitoli pubblicati nel Blog

03 – La nave Vanai e l’incontro con Theel
02 – Esplorazione tra i ghiacci
01 – Lo sbarco su Daregir