Anagni, Lago di Canterno, Ferentino
Anagni
Il primo ricordo di Anagni risale al capodanno 1977 quando, da giovane militare, mi ritrovai di guardia alla polveriera per un’intera settimana. Ovviamente la polveriera era distante dalla città togliendo ogni possibilità di visitarla.
Anagni è un piccolo comune italiano di poco più di 20.000 abitanti situato nella provincia di Frosinone a circa sessanta chilometri da casa, poco più di un’ora di strada tra uliveti e piacevoli colline. È nota anche come la Città dei Papi, per aver dato i natali a diversi pontefici (Gregorio IX, Alessandro IV, Bonifacio VIII) e per essere stata a lungo residenza e sede papale.
La ricca storia di questa piccola città la rende veramente interessante da visitare, e oltre la storia è una visita piacevole essendo pulita e ben tenuta.
Unica nota dolente, il costo piuttosto alto per l’accesso ad ogni museo. Abbiamo scelto di visitarne solo uno e ci siamo concentrati, oltre ad entrare in differenti chiese, al solo Museo della Cattedrale.
Anticamente Anagni era denominaata “Anagnia” ed era la capitale del popolo degli Ernici e si erge su di una collina tra i monti Ernici e la Valle del Sacco.
Gli Ernici (in latino Hernĭci) era una antica popolazione del bacino del fiume Sacco. Alleati con Roma al tempo di Tarquinio il Superbo, ma dopo alcune guerre al principio del 4° sec. a.C. furono sottomessi nel 360.
Passando al medioevo, nel 1160, durante le lotte tra papa Alessandro III e Federico Barbarossa, ad Anagni venne pronunciata la scomunica contro l’imperatore e contro l’antipapa Vittore IV.
Fu libero comune e nel XIII secolo cadde sotto la signoria dei Caetani. In questo periodo visse una fase di straordinario splendore, arrivando a contare circa 50.000 abitanti, dando alla Chiesa ben quattro papi e divenendo residenza pontificia, tanto da meritare l’appellativo di “Città dei Papi” (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII). In seguito al ritorno dei papi a Roma, la città subì un forte declino e tornò a contare, a distanza di pochi anni, circa 2700 abitanti. Durante questo periodo fu retta da duchi nominati dalla chiesa.
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La Cattedrale di Santa Maria Annunziata
Tra i più insigni e conosciuti monumenti dell’arte medievale italiana, la Cattedrale di Anagni puo’, da sola, riassumere un intero vissuto della storia che supera il fatto locale. Il più importante monumento di Anagni si colloca, infatti, allo snodo cruciale della secolare lotta tra il papato e il potere imperiale e dei nascenti stati nazionali.
La costruzione della Cattedrale risale agli anni 1072-1104 ad opera del vescovo Pietro da Salerno e per la munificenza dell’imperatore d’oriente Michele VII Ducas.
La Cattedrale è di stile romanico mentre, nell’interno, si presenta in gotico lombardo dopo il restauro del 1250 da parte del vescovo Pandolfo, che fece sostituire le capriate in legno della navata centrale e del transetto con archi gotici.
L’edificio sacro è a tre navate costruito dai maestri comacini. Caratteristico il pavimento a mosaico eseguito nel 1227 opera di Cosma di Jacopo di Lorenzo, che lo ha realizzato con una tecnica medievale denominata “opus tessellatum”, che consiste nell’assemblaggio di piccoli frammenti multicolori chiamati tessere di marmo, pietra, pasta di vetro, ceramica o altri materiali duri. Ancora più bello il pavimento originale della cripta di San Magno nella stessa cattedrale.
La Cripta di San Magno
Ma la Cattedrale di Anagni, soprattutto, supera la sua stessa fama se si pensa che, tra le altre numerose gemme che contiene, ve ne è una che è un celebre “unicum” della storia dell’arte, della cultura, della religione e della storia. E’ la sua cripta, definita la Cappella Sistina del medioevo.
Un ambiente sotterraneo che gelosamente custodisce un portentoso e originale ciclo di affreschi realizzati sulle sue volte e pareti tra il 1104, ultimo anno della costruzione e data di consacrazione del duomo, e il 1250.
Tre maestri diversi per impostazione, tratto, impianto coloristico, argomento trattato e, pertanto, ben evidenziabili e individuabili nella loro personalissima peculiarità.
Non casualmente trattasi, secondo gli studiosi più accreditati, di una delle più interessanti e rare cosmogonie presenti non meno nella pittura italiana che in quella mondiale.
Lago di Canterno
Nel primo pomeriggio raggiungiamo il Lago di Canterno, la giornata nuvolosa ma non buia, rende il lago un perfetto scenario per scattare foto.
l lago di Canterno è un lago di origine carsica che si trova nel cuore dei Monti Ernici e lambisce i comuni di Ferentino, Fiuggi, Fumone e Trivigliano.
Il lago originariamente si riempiva quando l’inghiottitoio Pertuso, attraverso il quale le acque defluivano nel terreno, era ostruito da detriti; la crescente pressione dell’acqua provocava quindi la riapertura dell’inghiottitoio e il lago tornava a svuotarsi. Per tale motivo veniva definito da molti il “lago fantasma”.
Nel 1943 a seguito di una perlustrazione del Pertuso si scoprì il collegamento con una grotta sotterranea, una cavità carsica dove confluiva l’acqua nei periodi di secca. Tale ciclo naturale è stato interrotto con la chiusura artificiale dell’inghiottitoio per la produzione di energia elettrica. Ora il lago di forma allungata, non balneabile, ha una profondità è compresa tra i 13 e i 25 metri.
La flora e la fauna del luogo sono molto ricche e varie., alcune molto rare, dovute alle particolari condizioni ambientali del luogo. A ridosso dei fossi naturali sono presenti giunchi, cannucce, ranuncoli acquatici. Sono presenti salici, pioppi, castagni, ginepri rossi, pini domestici, d’aleppo e marittimi. Le siepi presenti fungono da riparo per gli animali selvatici e per la deposizione delle uova dei volatili.
La fauna presente comprende l’airone cenerino, l’airone bianco, la gallinella d’acqua, il germano reale e molti altri acquatici. Tra i rapaci il gufo, l’allocco, la poiana, il falco pecchiaiolo, mentre per i mammiferi sono presenti in abbondanza la volpe, la faina, lo scoiattolo, l’istrice, la lepre, il riccio, il cinghiale ed innumerevoli roditori ed insettivori.
Ferentino
Il giorno dopo decidiamo di ritornare al Lago di Canterno, per trovare qualche altro punto interessante per fotografare e dopo un paio di ore decisamente piacevoli e rilassanti prendiamo la strada per Ferentino.
Ferentino è un comune italiano di oltre 20.000 abitanti sito nella provincia di Frosinone nel Lazio, nella Valle del Sacco.
Le origini di Ferentino sono antiche ed avvolte nel mito; la fondazione, antecedente a quella di Roma di almeno 300 anni, sono presenti le cosiddette mura ciclopiche, una cinta composta da blocchi di pietra (di volume anche superiore ai 25 metri cubi) posati a secco e ad incastro a formare fortificazioni lunghe circa 2.500 metri, comprendenti 12 porte. Fra il VI e il IV secolo a.C. Ernici, Volsci e Romani combatterono aspre battaglie per il possesso della zona: Roma trovò in Ferentino dapprima una fiera avversaria e in seguito una fedele alleata, avendo dato natali anche ad illustri personaggi, primo fra tutti Aulo Irzio, luogotenente di Giulio Cesare, conquistatore e governatore della Gallia, console romano e scrittore.
Risalgono al periodo romano il Mercato Coperto, il teatro, il Testamento di Aulo Quintilio Prisco, le tracce delle antiche terme, i resti dell’acquedotto e del basolato stradale della via Latina.
La Cattedrale di Santa Maria Annunziata
La Cattedrale dedicata ai Santi Martiri Giovanni e Paolo, edificata sui resti di un antico tempio pagano ed integralmente pavimentata a mosaico, risale al 1108; dello stesso periodo è anche l’abbazia gotico cistercense di Santa Maria Maggiore. Più tardo è
il Monastero di Sant’Antonio Abate fondato da Celestino V.
Molti ordini religiosi si stabilirono a Ferentino, fondando chiese e monasteri: Benedettini, Cistercensi, Francescani, clarisse, Carmelitani, Celestiniani, Domenicani, Cavalieri Gaudenti, Cavalieri di Malta e Templari.
Ferentino fu uno dei primi liberi comuni italiani, dotato già a partire dal XII secolo di un suo proprio statuto.
Cinta muraria
Il centro storico di Ferentino è racchiuso entro mura che risalgono al VI secolo a.C. e che per la grandezza sono chiamate ciclopiche, al contrario dei paesi circostanti che presentano mura poligonali, esse presentano rifacimenti in opera quadrata del I secolo a.C. Nel medioevo le mura vennero rinforzate con torri realizzate con pietre irregolari.
Acropoli
L’Acropoli si presenta come una vasta area di forma quadrilatera (140 x 95 metri), le cui pendici sono fortificate e regolarizzate da una possente opera muraria, costruita secondo due tecniche diverse: il basamento è in grandi blocchi di calcare e i muri direttamente sovrastanti sono in travertino. Su di essa sorgono la Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo, il Vescovado con annesso orto e il seminario.
Mercato Romano coperto
Edificio risalente all’epoca sillana (II – I secolo a.C.) è pavimentato in opus incertum ed è contemporaneo al rinnovamento dell’Acropoli: il suo piano, infatti, è 12 metri più basso della spianata e l’edificio risulta inserito nel tessuto murario dell’Acropoli. L’arcone di ingresso, che si apre su una parete in opus quadratum, dà luce a tutto l’ambiente ed è alto circa 8 metri: è costruito in conci radiali di calcare disposti in modo da formare una strombatura accentuata verso est che consente alla luce solare di penetrare fin dalle prime ore del mattino illuminandolo nella zona più interna. L’aula è lunga 24 metri, con cinque botteghe coperte con volte a botte. Questo mercato può configurarsi come il prototipo dello schema che sarà tipico di questo genere di costruzioni. Essendo perfettamente conservato, è visitabile.
Terme Pompeo
Le terme di Pompeo, situate nella città di Ferentino, hanno origini antichissime poiché le qualità terapeutiche delle loro acque erano note fin dai tempi dei romani, cultori del benessere termale e sembrerebbe che questa struttura sia stata eretta per volontà di Flavia Domitilla, moglie dell’imperatore Vespasiano.
Questo impianto termale, danneggiato dalle varie invasioni barbariche, furono restaurate nel 1854 dall’imprenditore di Ferentino, Ambrogio Pompeo, promosse l’iniziativa di ricreare questo antico impianto termale in cui convogliare le varie sorgenti, e quindi renderne di nuovo accessibile l’utilizzo.
Il giorno volge al termine e decidiamo di dirigerci verso Frosinone per rientrare a casa, tramite una non bella ma rapida superstrada. Stanchi ma ricchi per una splendida immersione nella storia, nella natura e con un buon raccolto di fotografie.
Alla prossima avventura.
Un forte abbraccio !
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Anagni, Lago de Canterno, Ferentino
Anagni
El primer recuerdo de Anagni se remonta a la víspera de Año Nuevo de 1977, cuando, como joven militar, me encontré de guardia en el polvorín durante una semana entera. Obviamente, el polvorín estaba lejos de la ciudad, eliminando cualquier posibilidad de visitarla.
Anagni es un pequeño municipio italiano de poco más de 20.000 habitantes, situado en la provincia de Frosinone a unos sesenta kilómetros de casa, poco más de una hora de camino entre olivares y agradables colinas. También es conocida como la Ciudad de los Papas, por haber dado a luz a varios pontífices (Gregorio IX, Alejandro IV, Bonifacio VIII) y por haber sido durante mucho tiempo residencia y sede papal.
La rica historia de esta pequeña ciudad hace que sea muy interesante para visitar, y más allá de la historia es una visita agradable siendo limpia y bien cuidada.
El único inconveniente, el costo bastante alto para el acceso a cada museo. Elegimos visitar solo uno y nos concentramos, además de entrar en diferentes iglesias, solo en el Museo de la Catedral.
Antiguamente Anagni se llamaba “Anagnia” y era la capital del pueblo de Ernici y se encuentra en una colina entre los montes Ernici y el Valle del Sacco. Los Ernici (en latín Hernőci) era una antigua población de la cuenca del río Sacco. Aliado con Roma en la época de Tarquinio el Soberbio, pero después de algunas guerras a principios del siglo IV. a.C. fueron sometidos en 360.
Pasando a la Edad Media, en 1160, durante las luchas entre el papa Alejandro III y Federico Barbarossa, en Anagni se pronunció la excomunión contra el emperador y contra el antipapa Víttore IV.
Fue un municipio libre y en el siglo XIII cayó bajo el señorío de los Caetani. En este período vivió una fase de extraordinario esplendor, llegando a contar con unos 50.000 habitantes, dando a la Iglesia cuatro papas y convirtiéndose en residencia pontificia, tanto que mereció el apelativo de “Ciudad de los Papas” (Inocencio III, Alejandro IV, Gregorio IX y Bonifacio VIII). Tras el regreso de los papas a Roma, la ciudad sufrió un fuerte declive y volvió a contar, pocos años después, con unos 2.700 habitantes. Durante este período fue dirigida por duques nombrados por la iglesia.
La Catedral de Santa Maria Annunziata
Entre los monumentos más insignes y conocidos del arte medieval italiano, la Catedral de Anagni puede, por sí sola, resumir toda una historia que supera el hecho local. El monumento más importante de Anagni se sitúa, de hecho, en el centro crucial de la lucha secular entre el papado y el poder imperial y los nacientes estados nacionales.
La construcción de la Catedral se remonta a los años 1072-1104 por el obispo Pietro da Salerno y por la munificencia del emperador de oriente Miguel VII Ducas.
La Catedral es de estilo románico mientras que, en el interior, se presenta en gótico lombardo después de la restauración de 1250 por el obispo Pandolfo, que hizo sustituir las vigas de madera de la nave central y el crucero con arcos góticos.
El edificio sagrado tiene tres naves construidas por los maestros comatinos. Característico el suelo de mosaico realizado en 1227 después de Cosma de Jacopo di Lorenzo, que lo hizo con una técnica medieval llamada “opus tessellatum”, que consiste en el montaje de pequeños fragmentos multicolores llamados baldosas de mármol, piedra, pasta de vidrio, cerámica u otros materiales duros. Aún más hermoso es el suelo original de la cripta de San Magno en la misma catedral.
La Cripta de San Magno
Pero la Catedral de Anagni, sobre todo, supera su propia fama si se piensa que, entre las numerosas gemas que contiene, hay una que es un célebre “unicum” de la historia del arte, de la cultura, de la religión y de la historia. Es su cripta, llamada la Capilla Sixtina de la Edad Media.
Un ambiente subterráneo que guarda celosamente un portentoso y original ciclo de frescos realizados en sus bóvedas y paredes entre 1104, último año de la construcción y fecha de consagración de la catedral, y 1250.
Tres maestros diferentes por planteamiento, trazo, implantación colorista, tema tratado y, por tanto, bien evidentes e identificables en su personalísima peculiaridad’.
No casualmente se trata, según los estudiosos más acreditados, de una de las cosmogonías más interesantes y raras presentes no menos en la pintura italiana que en la mundial.
Lago de Canterno
Por la tarde llegamos al Lago Canterno, el día nublado pero no oscuro, hace del lago un escenario perfecto para tomar fotos.
El lago de Canterno es un lago de origen kárstico que se encuentra en el corazón de los montes Ernici y roza los municipios de Ferentino, Fiuggi, Fumone y Trivigliano.
El lago originalmente se llenó cuando el sumidero Pertuso, a través del cual las aguas fluían hacia el suelo, estaba obstruido por escombros; la creciente presión del agua provocaba la reapertura del sumidero y el lago volvía a vaciarse. Por esta razón, muchos lo llamaron el “lago fantasma”.
En 1943, después de una exploración de Pertuso, se descubrió la conexión con una cueva subterránea, una cavidad kárstica donde confluía el agua en los períodos de sequía. Este ciclo natural se interrumpió con el cierre artificial del sumidero para la producción de electricidad. Ahora el lago de forma alargada, no bañable, tiene una profundidad de entre 13 y 25 metros.
La flora y fauna del lugar son muy ricas y variadas. algunas muy raras, debido a las particulares condiciones ambientales del lugar. Cerca de las fosas naturales hay juncos, pajitas, ranúnculos acuáticos. Hay sauces, álamos, castaños, enebros rojos, pinos domésticos, de alepo y marinos. Los setos existentes sirven de refugio a los animales salvajes y al desove de las aves.
La fauna incluye la garza real, la garza blanca, el gallo de agua, el ánade real y muchos otros acuáticos. Entre las aves rapaces, el búho, el buitre, el halcón pequeño, mientras que para los mamíferos están presentes en abundancia el zorro, la faina, la ardilla, el erizo, el erizo, el jabalí e innumerables roedores e insectívoros.
Ferentino
Al día siguiente decidimos volver al Lago de Canterno, para encontrar algún otro punto interesante y después de un par de horas muy agradables y relajantes tomamos el camino a Ferentino.
Ferentino es un municipio italiano de más de 20.000 habitantes situado en la provincia de Frosinone en el Lacio, en el Valle del Sacco.
Los orígenes de Ferentino son antiguos y envueltos en el mito; la fundación, anterior a la de Roma de al menos 300 años, está presente en los llamados muros ciclópicos, un cinturón compuesto por bloques de piedra (de volumen incluso superior a 25 metros cúbicos) Colocados en seco y entrelazados para formar fortificaciones de unos 2.500 metros de largo, que incluyen 12 puertas. Entre los siglos VI y IV a.C. Ernici, Volsci y Romani lucharon duras batallas por la posesión de la zona: Roma encontró en Ferentino primero una fiera adversaria y luego una fiel aliada, habiendo dado a luz también a ilustres personajes, primero entre todos Aulo Irzio, Lugarteniente de Julio César, conquistador y gobernador de la Galia, cónsul romano y escritor.
Se remontan al período romano el Mercado Cubierto, el teatro, el Testamento de Aulo Quintilio Prisco, las huellas de las antiguas termas, los restos del acueducto y del basolato de la calle Latina.
La Catedral
La Catedral dedicada a los Santos Mártires Juan y Pablo, construida sobre los restos de un antiguo templo pagano y completamente pavimentada con mosaicos, data de 1108; del mismo período es también la abadía gótica cisterciense de Santa María la Mayor. De época posterior es el Monasterio de San Antonio Abad fundado por Celestino V. Muchas órdenes religiosas se establecieron en Ferentino, fundando iglesias y monasterios: benedictinos, cistercienses, franciscanos, clarisas, carmelitas, celestinianos, dominicos, caballeros de Malta y Templarios.
Ferentino fue uno de los primeros municipios libres italianos, dotado desde el siglo XII de su propio estatuto.
Muralla
El centro histórico de Ferentino está encerrado dentro de muros que se remontan al siglo VI a.C. y que por su tamaño se llaman cíclopes, a diferencia de los pueblos circundantes que tienen paredes poligonales, Tienen reconstrucciones cuadradas del siglo I a.C. En la Edad Media las murallas fueron reforzadas con torres hechas con piedras irregulares.
Acrópolis
La Acrópolis se presenta como una vasta área de forma cuadrilátera (140 x 95 metros), cuyas laderas están fortificadas y regularizadas por una potente obra de albañilería, construida según dos técnicas diferentes: el zócalo está hecho de grandes bloques de piedra caliza y las paredes directamente sobre él son de travertino. En ella se encuentran la Catedral de los Santos Juan y Pablo, el Obispado con un huerto y el seminario.
Mercado Romano cubierto
Edificio que data de la época sillana y es contemporáneo a la renovación de la Acrópolis: su piso, de hecho, es 12 metros más bajo que la explanada y el edificio está insertado en el tejido de la pared de la Acrópolis. El arco de entrada, que se abre a una pared en opus quadratum, da luz a todo el ambiente y tiene unos 8 metros de altura: está construido en bloques radiales de piedra caliza dispuestos de tal manera que forman una muesca acentuada hacia el este que permite que la luz solar penetre desde las primeras horas de la mañana iluminándolo en la zona más interior. El aula tiene 24 metros de largo, con cinco talleres cubiertos con bóvedas de cañón. Este mercado puede configurarse como el prototipo del esquema que será típico de esta clase de construcciones. Al estar perfectamente conservado, se puede visitar.
Terme Pompeo
Las termas de Pompeyo, situadas en la ciudad de Ferentino, tienen orígenes antiquísimos ya que las cualidades terapéuticas de sus aguas eran conocidas desde los tiempos de los romanos, amantes del bienestar termal y parece que esta estructura fue construida por voluntad de Flavia Domitilla, Esposa del emperador Vespasiano.
Este balneario, dañado por las diversas invasiones bárbaras, fue restaurado en 1854 por el empresario de Ferentino, Ambrogio Pompeo, promovió la iniciativa de recrear este antiguo balneario donde canalizar las diversas fuentes, y luego hacer que su uso sea accesible de nuevo.
El día llega a su fin y decidimos dirigirnos hacia Frosinone para volver a casa, a través de una no hermosa pero rápida autopista. Cansados pero ricos para una espléndida inmersión en la historia, en la naturaleza y con una buena cosecha de fotografías.
Hasta la próxima aventura.
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¡Un fuerte abrazo !
(seguramente hay errores en la traducción al español, pero estoy tratando de mantener vivo este idioma tan hermoso y me esfuerzo en tratar de escribirlo al máximo de mis capacidades)




















