Le corde sono il modo più economico, insieme ai plettri, per lavorare sul nostro “TONE” il nostro “suono”, quella chimera irraggiungibile, quel mix tra Eric Clapton e Stevie Ray, tra Jimmy Page e Robben Ford, tra Slash e Kirk Hammet … continuiamo a farci del male !
Complici un incidente in auto che mi ha lasciato postumi al braccio sinistro e la passione per il setup ho sempre ricercato l’equilibio perfetto tra suono e comodità d’uso.
Economico però è una parola grossa, probabilmente se avessi scelto una scalatura e una marca sola, mi sarei potuto comprare almeno due “custom shop” invece di sprecare tempo e denaro in una ricerca infinita. Ricerca che ad oggi “sembra” conclusa stabilizzandomi su due marche, per le elettriche Pyramid Nickel Classic .010/.046 e per le acustiche Martin SP Phosphore Bronze .011/.052 ma che mi ha permesso di avere materiale per scrivere questo articolo.
Data la “vastità” dell’argomento ho diviso l’articolo in più parti …
Iniziamo sfatando un mito …
- Steve Vai usa quelle corde … sono fighissime …
- se Jimmy Page usa quelle corde allora vanno bene anche per me …
- BB King sulla sua Lucille usa una scavatura ibrida …
NO non funziona così, non è il giusto modo per scegliere le corde perché:
- il tal chitarrista … ha due mani da fabbro e usa corde simili cavi da traino
- il tal chitarrista … ha un les paul io invece una tele (la tele ha scala più lunga = maggior tensione)
- il tal chitarrista … gli regalano le corde e usa quelle tanto sono gratis e ha chi gliele cambia
Punti invece da considerare per la scelta delle corde sono invece:
- il proprio stile (legato o no ad un genere musicale)
- tipologia dello strumento (solid-body, hollow-body, arch-top)
- scala (diapason) dello strumento, i due principali riferimenti sono Fender 25.50” e Gibson 24.75”
- reperibilità sul mercato (oggi con internet la scelta è maggiore e anche più economica)
- la fisicità e l’allenamento: quanto ho le mani forti e quanto mi alleno
Andremo ora ad investigare sulle tipologie e “segreti” delle corde, limitandoci a quelle per chitarra elettrica e per chitarra acustica.
Cenni storici
L’Italia è stata una delle culle dei fabbricanti di corde … Galli, D’Orazio, Dogal ancora presenti in Italia e La Bella, D’Addario per citarne due marche i cui fondatori si sono trasferiti e hanno trovato il successo in Usa all’inizio del secolo scorso. Altre nazioni con tradizione nella costruzione delle corde con marchi presenti e diffusi sul mercato sono la Germania, la Francia ed il Regno Unito.
Premesso che, oggigiorno, ci sono pochissimi costruttori al mondo e molti marchi commerciali, dobbiamo principalmente distinguere tra i produttori di acciaio armonico che serve per realizzare il cuore o “core” della corda, quelli che producono l’avvolgimento (ovvero il metallo che avvolge il “core”), i produttori delle corde complete e quelli che creano solamente un “marchio commerciale” usando corde prodotte da altri, magari su specifiche personali.
Negli Stati Uniti ci sono 4/5 fabbriche che oltre a produrre il proprio catalogo, producono per i vari marchi. Ad esempio in Usa, Martin è proprietaria della fabbrica dove sono prodotte le sue corde Martin e le Darco, così come la D’Addario ha le sue fabbriche come pure la Ghs e la Dr.
Altre marche diffuse vengono prodotte in Germania (Pyramid, Hannabach), Regno Unito (Rotosound), Italia (Galli, Dogal). Sicuramente ci saranno 3 o 4 fabbriche in Cina (sono già state segnalate clonazioni di corde famose fatte però “alla cinese”) e almeno una in Francia (Savarez), Argentina (Medina), Messico (Fender), Austria (Thomastik-Infeld). Poi ovviamente ci sono le campagne di acquisizione di una compagnia su un’altra pur mantenendo il marchio cambiano le scelte commerciali e a volte produttive.
(continua con la seconda parte …)
