“Camposoriano” e Abbazia di Fossanova / “Camposoriano” y Abadía de Fossanova

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Monumento Naturale di “Camposoriano”

Mentre gli amici di “Enfoques Photoart”, il nostro gruppo di fotografia di Gran Canaria, andavano ad esplorare “Los Tiolos de Moya” noi abbiamo scelto il Monumento Naturale di Camposoriano (anche detto Campo Soriano).

Questo territorio protetto, istituito nell’aprile 1985, si estende per 974 ettari ad un’altezza media di 361 metri sul livello del mare ed è inserito nel vasto comprensorio montuoso dei Monti Ausoni, compreso tra Monte Romano e Monte Cavallo Bianco, formati da rocce carbonatiche di età mesozoica, si situa tra i territori dei comuni di Terracina e Sonnino (LT) e rappresenta in modo esemplare processi erosivi prevalentemente di origine carsica che modellano il paesaggio.

Quella che è definita come “La Cattedrale calcarea di Camposoriano” (Rava di San Domenico) è un enorme masso calcareo modellato dalle acque nel corso dei millenni, alto circa 18 mt. Questa rilevante formazione geologica non è che l’aspetto più appariscente della grande depressione carsica, o campo carsico, che costituisce la conca di Camposoriano e che annovera in pochi ettari un campionario di fenomenologia carsica di grande valenza scientifica e geologica.
I campi carsici rappresentano paesaggi geologicamente complessi, dove sono presenti spesso fenomeni diversi quali: gli inghiottitoi, le doline, gli Hum.

La “Cattedrale” è un “hum”, un rilievo residuale di calcare che si erge sul fondo di un piano carsico. Gli hum, piccoli o grandi, raggruppati o isolati, sono presenti in tutta l’ampia porzione pianeggiante di Camposoriano e sulle prime propaggini di Monte Romano. Sono gli elementi che rendono unico e determinano il fascino di questo posto.

La ricca fauna del posto vede la presenza del falco, della poiana, del gufo comune, del gheppio, del biancone, ma anche di mammiferi come il tasso, la volpe, l’istrice, il cinghiale. Non frequente anche la presenza del lupo appenninico.
Piccole pozze d’acqua, chiamate “acquari”, diffusi tra le rocce danno rifugio ad anfibi come tritoni e rane, mentre la coltivazione della vite di Camposoriano, moscato e cesanese, è nota tra gli amanti del buon vino.

È presente anche un masso con le impronte di dinosauro che sono state studiate dagli scienziati dell’Università di Roma “Sapienza”.

Abbazia di Fossanova

Abbiamo deciso, rientrando a casa dato che c’era il tempo, di visitare l’Abbazia di Fossanova. Purtroppo a causa di funzione religiosa (comunione) e la presenza di tanti famiglie non siamo riusciti a visitare la chiesa, cosa che faremo quanto prima.

Posto sulla riva destra del fiume Amaseno, nella pianura Pontina, a poca distanza dalla Via Appia, il monastero benedettino di Santo Stefano di Fossanova è citato per la prima volta in un documento datato 1089. Nel 1135 i Benedettini accettarono la riforma cistercense. I monaci bianchi iniziarono una serie di lavori per adeguare il monastero al modello cistercense, che durarono circa un secolo con la nuova chiesa consacrata nel 1208 e diventò Abbazia.
All’inizio del 1274 San Tommaso d’Aquino, che si stava recando al Concilio di Lione per rappresentare papa Gregorio X, sostò all’Abbazia febbricitante e concluse in quel luogo la sua vita.
Nel 1798 fu occupata dai Francesi che la depredarono e nel 1809 fu soppressa dal governo napoleonico. Nel 1826 l’abbazia, che era divenuta proprietà privata, fu riscattata da papa Leone X e concessa ai Certosini di Trisulti che vi restarono fino al 1926 quando passò all’opera Don Guanella. Nel 1936 infine Fossanova fu affidata ai Frati Minori Conventuali che ancora oggi la posseggono.

L’Abbazia di Fossanova è sita nel comune di Priverno, 5 km a sud del centro urbano, ai confini con il comune di Sonnino, in provincia di Latina ed è un perfetto esempio del primo stile gotico italiano, anzi più precisamente di una visibile forma di transizione dal romanico al gotico; l’interno è spoglio o quasi di affreschi, secondo l’austero memento mori dei monaci cistercensi. Nell’infermeria vi è la stanza ove visse, pregò e meditò San Tommaso d’Aquino negli ultimi giorni della sua vita e dove morì il 7 marzo 1274; ancora oggi in chiesa se ne conserva la semplice tomba vuota (il corpo fu trasferito dai domenicani a Tolosa alla fine del XIV secolo) composta da una lastra di marmo o travertino rettangolare.

Nella sua maestosa eleganza e nella solida struttura, l’Abbazia rappresenta un vero gioiello di architettura cistercense, prototipo di un gusto nuovo, trapiantato dalla Borgogna nell’Italia centro–meridionale, manifesto di una spiritualità nuova.

La chiesa, dedicata alla Vergine Maria e al martire Santo Stefano, rispecchia la severità della regola cistercense, la quale era fondata sul voto e sull’isolamento. Quindi appare severa e maestosa, la facciata semplice ma grandiosa, il portale strombato e formato da un arco a sesto acuto. Nella parte superiore della sobria e semplice facciata si ammira un grande rosone, ventiquattro colonnine binate, sui cui capitelli si impostano archetti a sesto acuto, funzionano da armatura della vetrata.

 

Internamente si nota la pianta a croce latina, la divisione in tre navate coperte da volte a crociera, le quali si incontrano perpendicolarmente con il transetto. La navata centrale è formata da sette campate rettangolari e trova conclusione nel presbiterio che forma un unico corpo insieme all’abside.
L’interno risulta completamente spoglio, nessun tipo di decorazione, nulla distrae l’attenzione dal maestoso silenzio dell’abbazia, il tutto va ad esaltare lo stile gotico-cistercense.

Il chiostro, come la tradizione cistercense, è il fulcro di tutto l’impianto architettonico, attorno ad esso infatti vi sono tutti gli edifici. Nel chiostro ritroviamo la stessa semplicità di forme della chiesa, se si fa eccezione del lato meridionale che appartiene, indubbiamente ad  una costruzione più tarda.

La sala capitolare è chiaramente in stile gotico, divisa in due navate e coperta da volte a crociera. Questo luogo riveste un ruolo importante all’interno della vita monastica, è proprio qui che i monaci si riunivano ogni mattina per leggere un capitolo della Regola di San Benedetto e discutere anche le necessità pratiche e amministrative del complesso monastico.

Il refettorio, dove i monaci si riunivano per il pasto, è l’ambiente più vasto dopo la chiesa, il tetto è sostenuto da cinque archi a sesto acuto; sulla parete destra si trova il pulpito del lettore. In principio vi erano tredici finestre, ora cinque di esse sono murate, dovevano dare grande luminosità alla sala.
L’infermeria si trova in una posizione distaccata rispetto al resto degli ambienti, al secondo piano di essa vi è la cella di San Tommaso trasformata in cappella.

Per ora questo è tutto cari amici, spero che vi sia piacuto questo piccolo racconto. Vi invito a vedere le foto ed il video.

Un forte abbraccio !

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Monumento Natural de “Camposoriano”

Mientras los amigos de “Enfoques Photoart”, nuestro grupo de fotografía de Gran Canaria, iban a explorar “Los Tiolos de Moya”, nosotros elegimos el Monumento Natural de Camposoriano (también llamado Campo Soriano).

Este territorio protegido, creado en abril de 1985, se extiende por 974 hectáreas a una altura media de 361 metros sobre el nivel del mar y se inserta en la vasta zona montañosa de los Montes Ausoni, entre Monte Romano y Monte Cavallo Bianco, Formado por rocas carbonatadas de edad mesozoica, se sitúa entre los territorios de los municipios de Terracina y Sonnino (LT) y representa de manera ejemplar procesos erosivos predominantemente cársticos que dan forma al paisaje.

Lo que se define como “La Catedral caliza de Camposoriano” (Rava di San Domenico) es una enorme roca caliza modelada por las aguas a lo largo de los milenios, de unos 18 metros de altura. Esta importante formación geológica no es más que el aspecto más llamativo de la gran depresión kárstica, o campo kárstico, que constituye la cuenca de Camposoriano y que cuenta en pocas hectáreas con un muestrario de fenomenología kárstica de gran valor científico y geológico.
Los campos kársticos representan paisajes geológicamente complejos, donde están presentes a menudo fenómenos diversos como: los sumideros, las dolinas, los Hum.

La “Catedral” es un “hum”, un relieve residual de piedra caliza que se encuentra en el fondo de un plano kárstico. Los hum, pequeños o grandes, agrupados o aislados, están presentes en toda la amplia porción llana de Camposoriano y en las primeras ramas de Monte Romano. Son los elementos que hacen único y determinan el encanto de este lugar.

La rica fauna del lugar ve la presencia del halcón, el buitre, el búho común, el cernícalo, el blanquito, pero también de mamíferos como el tejón, el zorro, el erizo, el jabalí. Tampoco es frecuente la presencia del lobo apenino.
Pequeñas piscinas de agua, llamadas “acuarios”, difundidas entre las rocas dan refugio a anfibios como tritones y ranas, mientras que el cultivo de la vid de Camposoriano, moscato y cesanese, es conocido entre los amantes del buen vino.

También hay una roca con las huellas de dinosaurio que fueron estudiadas por los científicos de la Universidad de Roma “La Sapienza”.

Abadía de Fossanova

Decidimos, al volver a casa ya que había tiempo, visitar la Abadía de Fossanova. Por desgracia, debido a la función religiosa (comunión) y la presencia de tantas familias no pudimos visitar la iglesia, lo que haremos lo antes posible.

Situado en la margen derecha del río Amaseno, en la llanura Pontina, a poca distancia de la Via Appia, el monasterio benedictino de Santo Stefano di Fossanova se cita por primera vez en un documento fechado en 1089. En 1135 los benedictinos aceptaron la reforma cisterciense. Los monjes blancos iniciaron una serie de trabajos para adaptar el monasterio al modelo cisterciense, que duró alrededor de un siglo con la nueva iglesia consagrada en 1208 y se convirtió en abadía.
A principios de 1274, Santo Tomás de Aquino, que se dirigía al Concilio de Lyon para representar al papa Gregorio X, se detuvo en la Abadía febril y concluyó allí su vida.
En 1798 fue ocupada por los franceses que la saquearon y en 1809 fue suprimida por el gobierno napoleónico. En 1826 la abadía, que se había convertido en propiedad privada, fue redimida por el papa León X y concedida a los cartujos de Trisulti que permanecieron allí hasta 1926 cuando pasó a la obra Don Guanella. En 1936 finalmente Fossanova fue confiada a los Frailes Menores Conventuales que todavía la poseen.

La Abadía de Fossanova se encuentra en el municipio de Priverno, a 5 km al sur del centro urbano, en la frontera con el municipio de Sonnino, en la provincia de Latina.
Es un ejemplo perfecto del primer estilo gótico italiano, más precisamente de una forma visible de transición del románico al gótico; el interior está desnudo o casi de frescos, según el austero memento mori de los monjes cistercienses. En la enfermería está la habitación donde vivió, oró y meditó Santo Tomás de Aquino en los últimos días de su vida y donde murió el 7 de marzo de 1274; aún hoy en la iglesia se conserva la simple tumba vacía (el cuerpo fue trasladado por los dominicos a Toulouse a finales del siglo XIV) compuesta por una losa rectangular de mármol o travertino.

En su majestuosa elegancia y sólida estructura, la Abadía representa una verdadera joya de arquitectura cisterciense, prototipo de un gusto nuevo, trasplantado de Borgoña en Italia centro-meridional, manifiesto de una espiritualidad nueva.

La iglesia, dedicada a la Virgen María y al mártir San Esteban, refleja la severidad de la regla cisterciense, que estaba fundada en el voto y el aislamiento. Luego aparece severa y majestuosa, la fachada simple pero grandiosa, el portal abombado y formado por un arco apuntado. En la parte superior de la fachada sencilla y sobria se puede admirar un gran rosetón, veinticuatro columnas binadas, sobre cuyos capiteles se colocan arcos apuntados, funcionan como armadura de la vidriera.

Internamente se nota la planta de cruz latina, la división en tres naves cubiertas por bóvedas de crucería, que se encuentran perpendicularmente con el transepto. La nave central está formada por siete tramos rectangulares y encuentra su conclusión en el presbiterio que forma un único cuerpo junto al ábside.
El interior está completamente desnudo, sin ningún tipo de decoración, nada distrae la atención del majestuoso silencio de la abadía, todo va a exaltar el estilo gótico-cisterciense.

El claustro, como la tradición cisterciense, es el centro de toda la estructura arquitectónica, a su alrededor hay todos los edificios. En el claustro encontramos la misma simplicidad de formas de la iglesia, si se exceptúa el lado sur que pertenece, sin duda a una construcción más tardía.

La sala capitular es claramente de estilo gótico, dividida en dos naves y cubierta por bóvedas de crucería. Este lugar juega un papel importante dentro de la vida monástica, es precisamente aquí donde los monjes se reunían cada mañana para leer un capítulo de la Regla de San Benito y discutir también las necesidades prácticas y administrativas del complejo monástico.

El refectorio, donde los monjes se reunían para la comida, es el ambiente más amplio después de la iglesia, el techo está sostenido por cinco arcos apuntados; en la pared derecha se encuentra el púlpito del lector. Al principio había trece ventanas, ahora cinco de ellas están amuralladas, tenían que dar gran luminosidad a la sala.
La enfermería se encuentra en una posición separada del resto de los ambientes, en el segundo piso de la misma está la celda de Santo Tomás transformada en capilla.

Por ahora esto es todo queridos amigos, espero que os haya gustado este pequeño cuento. Os invito a ver las fotos y el vídeo.

¡Un fuerte abrazo !

(seguramente hay errores en la traducción al español, pero estoy tratando de mantener vivo este idioma tan hermoso y me esfuerzo en tratar de escribirlo al máximo de mis capacidades)

Campo Soriano & Abbazia di Fossanova