Yamaha NTC 700c

Una chitarra che avevo già nel mio “arsenale” la versione con la tavola armonica in abete. Una chitarra che avevo venduto per via del mio trasferimento all’estero. (fortunatamente è andata tra le sapienti mani di una concertista).

Poi capita che qui in Gran Canaria nasca un nuovo progetto musicale in cui le corde di nylon sarebbero state perfette e insistentemente mi ritornava in mente la dolcezza del suono e la comodità di quella chitarra. Provate diverse nei vari negozi sull’isola ma sia il suono che l’action non erano quelle che ricercavo. Per caso scopro sul sito del negozio Paz Cerezo in Tenerife la versione del 2014 della NTX 700 con la tavola armonica in cedro. Un breve scambio di mail e l’acquisto è fatto !

Sino a qui la storia di questa new entry, ora una piccola ma spero esauriente recensione scritta che dovrebbe completarsi a breve con una prova audio/video.

La serie NTX nasce dal desiderio di molti chitarristi elettrici e/o acustici di accedere al suono della chitarra classica senza impattare in alcune caratteristiche basilari della tradizione ottenendo così il manico più “stretto” e comodo, l’accessibilità alla parte alta della tastiera e la possibilità di avere un’action comoda e veloce, una cassa più comoda.

Tutto questo con una qualità notevole vista la fascia di prezzo che si attesta di poco sopra i 500€. Finiture perfette, suono ottimo, eccellente quando amplificato, ottima tenuta dell’accordatura, setup semplice grazie al trussrod e al ponticello libero dal vincolo del piezo. In dotazione anche un “chiudi buca” data la scelta di una buca di forma ovale. Unica pecca potrebbe essere la mancanza di una custodia. Non grave dato che così uno può scegliere quella che preferisce (rigida, morbida).

I dati tecnici:
– Body di forma classica, cutaway
– Profondità del body 80/90mm
– Top in Cedro massello
– Fondo e fasce (laminate) e manico in nato
– Tastiera in palissandro
– Larghezza capotasto 48mm
– Scala 650mm (25 9/16”)
– Giuntura manico al 14° tasto
– Preamp System 61 2 way A.R.T.

In particolare il legni sono trattati secondo un sistema brevettato da Yamaha chiamato A.R.E. (Acoustic Resonance Enhancement). Un procedimento che in atmosfera e pressione controllate permette alle molecole dei legni di essere manipolate verso condizioni musicali ideali, come se lo strumento che verrà poi costruito fosse stato suonato per anni.
Questo rende gli stumenti realizzati con questo metodo veramente piacevoli da suonare ed ascoltare, con un suono caldo, bilanciato e limpido.

Il sistema di amplificazione Yamaha ART (Acoustic Resonance Transducer) offre una risposta naturale del suono. Si tratta di 2 pickup posti sotto il ponte, uno dal lato dei bassi l’altro da quello degli acuti, permettendo un preciso bilanciamento del suono controllabile da due volumi separati. Un terzo volume generale controlla l’uscita del suono verso l’amplificatore. L’equalizzazione a tre bande e un comodissimo accordatore completano l’equipaggiamento dell’elettronica. Il vano della batteria è posto sulla spalla superiore.
L’utilizzo in live e recording è di qualità superiore. Resistente naturalmente al feedback grazie ai legni generosi e all’ottima catenatura e alla possibilità di coprire la buca, è una chitarra perfetta per essere suonata sia da seduti che in piedi.

Ovviamente non è una chitarra ottimale per l’esecuzione di un repertorio tradizionale di musica classica, ma è orientata al Jazz, alla Fusion, al Pop ma forse è meglio dire che il limite è la fantasia di chi la suona.

Attualmente ho montato le corde Savarez Alliance HT Classic (540R) che si sono però dimostrate troppo morbide sui bassi. Opinione comune è che questo strumento rende al meglio con corde hard tension data anche l’action molto bassa. La marca che usavo in precedenza sul modello in abete erano le Hannaback Buleria (corde per flamenco) che qui non si trovano e dovrò “ripiegare” sulle comunque ottime Hannabach Hard Tension (815 HT).

Concludendo … una chitarra per me meravigliosa che mi regala profonde emozioni ogni volta che la imbraccio. Un suono caldo e avvolgente, un suono perfetto per il nuovo progetto “Cielo Loco” (potete ascoltarla qui). Consiglio a tutti di provarla se vi affascinano i suoni morbidi delle corde in nylon e volete esplorare nuovi percorsi sonori.

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