.:: Atto Costitutivo ::.
 

ATTO COSTITUTIVO
Al fine di diffondere l’utilizzo della Balestra Manesca in ambito storico-rievocativo, nel rispetto della tradizione medioevale italiana, si costituisce in Ferrara il giorno 17 marzo 2002, una Federazione denominata

LE FRANCHE COMPAGNIE DEI BALESTRIERI D’ITALIA

 

La Balestra, attrezzo prevalentemente italiano, è il veicolo attraverso il quale ci ripromettiamo di perpetuare e diffondere una nostra tradizione, supportata da ricerche storiche accurate, in quanto “storico” non può essere confuso con “filmico”, né, tantomeno, ripescato pedissequamente da esperienze straniere molto spesso non verificabili e sovente, di gusto discutibile.   Le Balestre si identificano in due tipi ben distinti:
  • Grossa che necessariamente viene usata in appoggio
  • Manesca che viene imbracciata dal tiratore
Per il momento è a quest’ultima che si rivolge la nostra attenzione senza precludere interesse alla prima citata.   Lo scopo di questa disciplina è la pratica del tiro con la Balestra accuratamente replicata in base a ricerche e rilievi su pezzi originali o avvalendoci di iconografia qualificata (dipinti e miniature coeve) delle quali l’Italia è doviziosamente provvista.   Gli abiti medioevali italiani devono anch’essi essere ricostruiti con le modalità indicate per le Balestre.   Le gare, fin dove possibile, devono ricostruire avvenimenti storici e regole arcaiche riscontrabili nella tradizione; questo per stimolo ad ogni Città aderente a ricercare e ricostruire un momento del proprio passato.  
Le condizioni per l’accesso alle Franche Compagnie dei Balestrieri d’Italia sono le seguenti:
  • possono aderire tutte le Compagnie che si identificano negli scopi promulgati;
  • tutte le Compagnie devono presentare:
    • non è obbligatoria, me è gradita, una documentazione su base storica che dimostri l’utilizzo della Balestra medioevale in gare sportive nel luogo ove risiede la Compagnia richiedente;
    • documentazione che attrezzature, abiti ed accessori sono filologicamente ricostruiti con attenzione alla storicità
    • approvazione della maggioranza delle Compagnie già facenti parte della Federazione;
    • dichiarazione comprovante l’iscrizione di almeno cinque Soci.
  • ogni Compagnia si impegna nella ricerca organizzativa di un incontro o gara all’anno alla quale invitare tutte le Compagnie iscritte.

Le Compagnie aderenti si impegnano ad onorare quanto anzi scritto e farne propri gli scopi enunciati, accettando il Regolamento Tecnico allegato.

 

Regolamento TECNICO

Il seguente Regolamento Tecnico è stilato per rendere chiaro ed uniforme a tutti ciò che deve essere utilizzato nella pratica del tiro con la Balestra Manesca in rievocazione storica. Si privilegia la sicurezza rispetto alla ricostruzione archeologica dato che le rievocazioni sono sempre in luogo pubblico alla presenza di molti spettatori e, il nostro proseguire in tale attività è determinato dall’immancabile buona riuscita, scevra da incidenti provocati da un cattivo funzionamento delle attrezzature. A tal fine, per tutto il corredo, sono ammessi materiali sostitutivi a quelli tradizionali. Il loro impiego dev’essere almeno visivamente rispettoso di estetiche e forme tradizionali.

 

LA BALESTRA
La Balestra considerata nel presente Regolamento è quella definita “Manesca”. Dev’essere imbracciata dal tiratore senza ausilio di qualsivoglia appoggio.
Gli Archi possono essere in legno, corno, acciaio o altro materiale anche di concezione moderna purchè opportunamente trattato al fine di renderlo visivamente simile all’antico ed in ogni occasione, correttamente dichiarato ed illustrato al pubblico.
La Corda può essere in canapa, lino, crine, ma anche in dacron facendo riferimento al paragrafo precedente, cioè trattate in modo tale da renderla visivamente gradevole. Il Teniere può essere in legno o altro materiale documentabile, variamente decorato e costruito, purchè venga mantenuto lo stile richiesto e non porti una corsia destinata ad alloggiare un‘aletta. Le Meccaniche di scatto possono essere in legno, in ferro, in corno, in bronzo o in materiali di concetto moderno purchè simili visivamente a quelli antichi.  È necessaria la presenza di una sicura efficciente. La Noce può portare il perno. Non sono ammessi Organi di mira, né ornamentazioni prestantesi allo scopo. I Mollettini di trattenuta del dardo (non obbligatori, ma raccomandati vivamente) non devono portare sulla sommità tacche di mira o quant’altro si possa prestare allo scopo. Deve essere caricata a mano (da Streva), con il Gancio alla cintura (Crocco), con la Leva (Capra), a Carrucola (Zirela), oppure con il vericello a corde (mulinello). Non sono ammesse in gara Balestre non testate da un attento controllo da parte dei Maestri d’Arme di ogni Compagnia.   E’ ammessa in gara la sostituzione della corda. La misura massima concessa per la Balestra è di cm. 120 per il teniere esclusa la Staffa e di cm. 90 per l’ampiezza dell’arco. Ogni Balestra deve essere ricostruita in modo storicamente veritiero.

 

I DARDI
Le aste dei dardi devono essere in legno impennate a due o più penne di materiale in uso all’epoca cioè, penne animali, pergamena, carta, legni sottili. Possono anche essere senza impennatura purchè ben bilanciati e di corretto e sicuro volo (a giudizio insindacabile del Maestro di Campo, visti i colpi di prova).   La loro lunghezza non dev’essere inferiore a cm.30 e non superiore ai cm. 50, il diametro massimo è di mm. 12. Ogni balestriere in gara deve utilizzare dardi personali che devono portare ben visibili le araldiche distintive di ogni tiratore o, comunque, marcature che le rendano ben individuabili Le punte possono essere in ferro, ottone o altro materiale metallico o non, ma in ogni caso,  di uso storicamente provato. Devono essere di profilo ogivale o piramidale, comunque di larghezza non eccedente il diametro dell’asta. Non sono ammesse punte a lame taglienti.

 

LA FARETRA
Ogni balestriere deve usare una faretra allo scopo di non essere di pericolo agli altri ed a se stesso presentando punte scoperte o di intralcio mentre si trova sulla linea di tiro. Deve essere ricostruita con buon gusto, con materiali e modelli in uso nell’epoca di riferimento.


 

ARMI AGGIUNTIVE ED ORNAMENTALI
Possono completare il corredo spade, pugnali o quanto altro si ritenga opportuno. Tutte le lame devono essere corredate di fodero e per le altre eventuali protezioni che le rendano inoffensive anche in situazioni accidentali.  E’ fatto divieto assoluto di lasciare incustoditi detti oggetti, di estrarli dai foderi senza motivo e non in sicurezza totale. Anche questi oggetti devono essere ricostruiti secondo lo stile dell’epoca di riferimento.

 

ABBIGLIAMENTO
Date le caratteristiche delle gare che si intende rievocare, sono ammessi abiti maschili di foggia povera, ricca, nobile o militare, mentre per le donne sono ammessi solo abiti ricchi o nobili, in quanto è dimostrato che nelle Corti cavalleresche alle dame veniva consentito di partecipare a giochi con l’arco, la balestra, le cacce a cavallo, la falconeria, di contro non si hanno notizie di popolane che partecipassero a detti eventi. Per questi motivi l’abbigliamento delle donne è rigorosamente femminile anche in virtù del fatto che le leggi dell’epoca prevedevano pesanti pene per i travestimenti. Dato che lo scopo principale è il tiro, tutti gli abiti devono essere studiati e confezionati in modo da non creare ostacolo durante tale pratica. Lo studio dell’abito non dev’essere da meno della ricerca ricostruttiva della balestra. S’intende insieme all’abito anche tutto ciò che lo completa: gioielli, copricapi, cinture, borse, calzature e trucco per le signore.

 

FIGURE OBBLIGATORIE DI RIFERIMENTO
Ogni Compagnia, nel proprio àmbito, deve nominare le seguenti figure:

Capitano
Il Capitano è il Presidente della Compagnia ed è colui che risponde in toto del buon andamento dell’attività sociale e dell’attuazione ed il rispetto delle Regole verso i propri affiliati e nei confronti delle altre Compagnie e di terzi. E’ l’unico autorizzato ad accogliere o presentare rimostranze.

Maestro d’Arme
Cura l’addestramento, la messa a punto delle attrezzature e la cultura di campo dei Balestrieri della propria Compagnia e ne risponde alla propria ed a quelle esterne.

Maestro di Campo
Nominato di volta in volta non partecipa alla gara, ma funge da arbitro e cura tutto il buon andamento della competizione. E’ suo dovere controllare il campo, le norme di sicurezza, controllare le attrezzature, dare gli ordini sulla linea di tiro, controllare che i comportamenti sulla linea di tiro siano corretti, provvedere al richiamo o all’allontanamento di chi non ottempera alle Regole.

 

GARE E LUOGHI DI TIRO
L’invito, spedito almeno un mese prima, deve portare indicato chiaramente tempi, luogo e regole di gara, forme e misure dei bersagli, loro posizionamento e distanza, caratteristiche del luogo di tiro. Sarà compito di ogni Compagnia ricercare, per quanto possibile ed individuabile, sia le modalità di gara storicamente presenti sul proprio territorio, che i tipi di premi offerti, facendo in modo di ripristinare una tradizione da protrarre nel tempo. Tutte le premiazioni debbono avvenire in abito medioevale. Rimborsi spese ed ospitalità sono lasciati alla disponibilità delle Compagnie ospitanti e non costituiscono uno stretto obbligo. Le gare si svolgono sotto la responsabilità della Compagnia organizzatrice la quale dovrà assicurare in tutto e per tutto la sicurezza anche ponendo eventuali limiti alla ricostruzione storica. Dovrà, inoltre, garantire la presenza di un Maestro di Campo con funzioni di arbitro non gareggiante.  Dovrà altresì garantire un controllo che verifichi la copertura assicurativa di ogni gareggiante.



 

COMPORTAMENTO SUL CAMPO DI GARA
Nelle aree di rievocazione storica è severamente vietato:
  • entrare senza l’abito richiesto;
  • usare il telefono cellulare;
  • bere smodatamente;
  • fumare;
  • l’uso vistoso di oggetti in plastica, bottiglie e lattine di bibite;
  • orologi, occhiali da sole o quant’altro non consono all’abito medioevale.

Sulla linea di tiro ogni balestriere deve:
  • caricare personalmente la propria balestra, ad eccezione delle Dame alle quali verrà porta già armata e senza dardo, per motivi di eleganza.
  • caricare in orizzontale sempre tenendo la balestra rivolta verso i bersagli;
  • caricare solo nel suo momento di tiro;
  • caricare solo sulla linea di tiro e non alle spalle degli altri tiratori;
  • attendere l’ordine del Maestro di Campo per poter caricare;
  • scendere dalla linea di tiro solo con la balestra scarica;
  • estrarre i dardi dalla faretra solo sulla linea di tiro ed all’ordine;
  • non sostare sulla linea di tiro prima e dopo l’azione.
In caso di incidente tecnico (inceppamento, caduta di un dardo, ecc...) il balestriere deve richiedere l’intervento del Maestro di Campo, il quale valutata la situazione, provvederà a risolverla, anche autorizzando gli opportuni interventi. Le Compagnie devono tenere sul campo di gara un comportamento decoroso, che rispetti l’ambiente che le circonda e le altre persone presenti.  Fornire al pubblico il giusto esempio di comportamento e non opporsi alle decisioni del Maestro di Campo se non attraverso le modalità prescritte.

 

SANZIONI
Il mancato rispetto per le Compagnie di una o più delle suddette norme comporterà:
  • ammonizione scritta al primo richiamo;
  • espulsione al secondo richiamo.
Il balestriere, per il mancato rispetto delle regole di comportamento in gara, riceverà:
  • ammonizione verbale al primo richiamo;
  • espulsione al secondo.
Per il campo di gara arbitro unico ed insindacabile è il Maestro di Campo.
Le ammonizioni e le espulsioni delle Compagnie verranno decise dai Capitani delle Compagnie Fondatrici o, in mancanza di tre di essi, anche dai Capitani delle Compagnie iscritte da almeno due anni. Il singolo e le Compagnie potranno sempre presentare ricorso scritto al Consiglio dei Capitani.
Saranno possibili eventuali deroghe al presente Regolamento qualora, chi lo richieda, possa dimostrare con ricerca storica quanto sostenuto.