Test: Chicken Picks Tritone Series III Badazz

Complice il fatto che dovevo “scaricare” una carta prepagata non rinnovabile e la sempre presente perversione nell’acquisto e nella prova dei plettri, mi sono lanciato alla prova di questi Chichen Picks (www.chickenpicks.com)

Non c’entra nulla la tecnica di chicken picking tipica del country (anche se forse tutto è iniziato li) sono plettri per tutti i generi musicali, uniti dalla caratteristica di spessori decisamente importanti, il più “sottile” è quello da 2.0mm, quello “standard” da 2.6mm per arrivare allo “shredder” da 3.5mm.
Questa è la caratteristica, oltre al prezzo elevato, di tutti i plettri da “boutique” (vpicks, red bear, jb, winspear, per nominarne alcuni) oltre alla ricerca di nuovi materiali.

L’altra “molla” che ha fatto scattare l’acquisto è l’attuale “spedizione gratuita”. La spedizione viene fatta dall’Olanda e quindi anche nel mio caso è stato possibile applicare questa simpatica iniziativa.

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(Giusto per darvi un’idea delle dimensioni, da sinistra: Jim Dunlop Delrin 500 1.5mm, Chicken Picks Tritone Series III Badazz 2.0mm, Jim Dunlop Jazz III John Petrucci 1.5mm. Accosciato: Jim Dunlop Jazz III Red 1.37mm)

Il materiale con cui sono fatti è genericamente chiamata “thermosetting plastic” ed è un materiale piuttosto duro che dovrebbe garantire una durata notevole (si parla anche di un anno) per ogni singolo plettro.
Vediamo velocemente le caratteristiche di un plettro: comodità, grip, velocità, suono …

Comodità
Ultimamente preferisco le dimensioni abbastanza ridotte dal Dunlop Delrin 550 1.5mm (29x24mm) al Dunlop Jazz III red 1.37mm (25x23mm) stabilizzandomi sul Dunlop Jazz III John Petrucci 1.5mm (27x23mm).
La dimensione del Badazz (sembra una parolaccia in ferrarese, lo so …) è un 26x25mm e lo spessore è di 2.0mm il più sottile dell’intera produzione.

Grip
Il grip è buono, sembra scivoloso, ma basta che le dita sudino un po e non scappa più. Paragonabile come grip al Jazz III red, con la sua superficie scolpita. Decisamente migliore del Petrucci. E’ comodo da tenere “nascosto” nella piegatura del dito indice e fare tranquillamente fingerpicking.

Velocità
In assoluto il plettro più veloce che abbia mai provato. Richiede però un tocco leggero, mentre il mio è un po troppo “texano” insomma da “sbadilatore”. Però posso migliorare !

Suono
Inizialmente questo è stato il punto dolente. Il plettro è molto brillante, ricco di armoniche ed avendo chitarre piuttosto tendenti a suoni acuti, brillanti all’inizio mi ha un po bloccato.
Mi sono reso conto che questo plettro necessita, come già detto, un tocco leggero per poter esprimere le sue caratteristiche al meglio. Ottimo sull’elettrica, sull’acustica non è assolutamente idoneo allo strumming, mentre in fingerpicking (plettro+dita) restituisce un suono equilibrato e ricco in cui non si nota la differenza tra plettro e unghie.
Il materiale e l’angolo di attacco sono la caratteristica principale di questo plettro ma anche nelle tre punte, una più acuta (la principale) e due più “morbide” che permettono di avere timbriche differenti.
Dopo un primo test, ho passato leggermente carta abrasiva 1000 per togliere la leggera “rugosità” che serve ad ottenere il suono squillante ottenendo un suono leggermente meno brillante.

Concludendo, sono plettri che vi consiglio di provare. Spendere circa 8€ a plettro può sembrare eccessivo, ma noi chitarristi si sa … In fondo se non lo perdiamo ci durerà tantissimo, almeno sino al prossimo “innamoramento” di un’altro “stupido pezzo di plastica” !

 

A seguire il video, registrato velocemente con il telefono, per darvi un’idea di quello che ho tentato di spiegare a parole. Buona Musica !!