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Squire Simon Neil Stratocaster

Squier Stratocaster 60s Fiesta Red – Simon Neil signature.

Premessa

Dopo una pausa dalla musica durata ben dieci anni, nel 2000, grazie all’amico Giorgio Contrastini (immenso amico e stupendo chitarrista) ripresi in mano la chitarra. Mi comprai una Fender Stratocaster rossa, non mi ricordo se era Fiesta Red, colore che mi è sempre piaciuto, e ricominciai a torturare le corde.

Sono passate tante chitarre, sopratutto tante Stratocaster in una infinita e irrequieta ricerca di una sensazione che non riuscivo ad afferrare, sino a quando non identificai cosa era: una Stratocaster Fiesta Red come quella della mia “rinascita musicale”, peccato che come la volevo esisteva solamente nel Custom Shop, quindi parliamo di cifre veramente importanti.

Per caso frequentando il forum di appassionati di Stratocaster (www.strat-talk.com) iniziai a leggere della Stratocaster Signature di Simon Neil (di cui non avevo mai sentito nulla) e guardando le foto e leggendo le recensioni rimasi folgorato. Un rapido sguardo al sito di Thomann e vidi la “ragazza” in bella mostra e fu subito G.A.S !

Prima di passare alla recensione due parole su Simon Neil che è il leader cantante e chitarrista della formazione scozzese dei Biffy Clyro, trio rock bello potente (non chiedetemi lo stile per favore). Simon nel suo arsenale di chitarre ha la sua preferita che è una Custom Shop time Machine 60s Fiesta Red, La Squier ha realizzato la signature rispettando i parametri di questa chitarra.

Scheda Tecnica

Corpo: Ontano, finitura in poliestere “Fiesta Red”
Manico: Acero, forma Modern “C”, finitura in poliestere “amber”
Scala: 25.5″ (648 mm)
Tastiera: Palissandro, raggio 9.5”, 21 tasti medium jumbo
Capotasto: Osso sitentico (qualsiasi cosa significhi), 42 mm
Manico avvitato: 4 viti Standard
Ponte: 6 sellette Vintage-Style Synchronized Tremolo
Leva Tremolo: Vintage-Style Tremolo Arm
Meccaniche: 6 in-Line American Vintage
Battipenna: “Mint Green” 3 strati
Controlli: “Aged White”
Pickup: Custom Vintage-Style Single-Coil Strat

Simon’s Neil Signature sul retro della paletta,
Biffy Clyro Band Logo nella parte frontale della paletta

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Prime impressioni

Appena aperta la scatola, l’emozione è stata grande. Con espressione quasi da bimbo felice e un po ebete, nonostante la veneranda età, si ha la sensazione di avere veramente una strato seria in mano, non una banale replica cinese.
Il corpo ha le misure standard Usa (meglio dire Mexico in quanto tutte le componenti Fender Mexico sono compatibili), quindi corpo di spessore full size e contour body secondo la tradizione. Stiamo infatti parlando di una replica degli anni 60. E’ leggera, quindi il legno scelto essendo Ontano è di buona scelta. La qualità della verniciatura, pur essendo poliestere è notevole. Il colore Fiesta Red è, per quanto possibile, molto vero nonostante il “glossy” e il colore del manico e della paletta sono ambrati dando un’idea di “vecchio”. Perfetta.
Le plastiche “aged” ed il battipenna mint-green completano il look veramente in modo impeccabile.
La mente corre ad un concerto di Gary Moore in cui utilizzò quel quasi tutto il tempo una Fiesta Red del ’62. Magnifica …

Setup

Il setup è stato veloce o quasi. La chitarra arriva con delle corde Fender .009/.042 ma io preferisco le .010/.042 e come tutte le mie chitarre anche questa ha ricevuto le sue Gibson Brite Wire. Un rapido lavoro di adattamento del capotasto, leggera regolazione del truss-rod e settaggio del ponte e delle sellette.
Wow, praticamente da “corsa” morbidissima e precisa. Addirittura quasi più morbida della Ricocaster o della LesPaul che si avvalgono di un raggio di tastiera da 12” forse sarà l’effetto del ponte tremolo, ma è una goduria.
I pickup troppo bassi hanno dovuto essere alzati per permettere un suono più ricco ma senza esagerare.

Prova

La prova acustica in primo luogo. Questa chitarra ha volume da vendere, il legno risuona bene, non si sente quasi nessun “buzz” della tastiera anche plettrando con energia (pur con una action medio bassa), considerando che uso plettri da 1.50mm e la mano non è leggerissima. Il manico nonostante la vernice presente non da l’effetto “plasticone” come ad esempio le Fender Telecaster ’52 o di altri strumenti. Certo preferisco la verniciatura “satin” come sulla Ricocaster, ma è comunque piacevole e non fastidioso.

Collegata al mio fido Yamaha THR10c (ovvio è l’unico che ho posseggo ora) inizia veramente la goduria.
Questa chitarra, su specifiche di Simon Neil, è equipaggiata da un set di tre pu single coil particolari. La particolarità sta nel fatto che i magneti sono differenti per ogni pickup: alnico V per le tre corde basse e alnico III per le tre acute. Questa scelta è stata fatta perché sembra che il magneti alnico V rispondano meglio sulle basse frequenze, mentre al contrario, gli alnico III danno il meglio alle alte. Si dovrebbe così ottenere il meglio dai due mondi con un bilanciamento del suono ottimale.A quanto letto sui forum si tratterebbe di pu fatti dalla Tonerider (nota per la qualità dei suoi pu) e scelti da Simon Neil per equipaggiare questa chitarra.
Devo dire che avendo avuto moltissime strato questa, nonostante l’amplificatore piccolo e a transistor (anche se la qualità è notevole) restituisce i suoni che normalmente si sentono sui dischi, le sonorità a cui siamo abituati. L’effetto “vintage” del suono è garantito.
In particolare le posizioni 2, 4, e 5 (rispettivamente ponte+centrale, manico+centrale e manico) sono incredibilmente belle considerando che stiamo parlando di una chitarra che costa meno di 400€ (in effetti a me grazie all’iva più bassa e senza spese di trasporto è costata molto meno).

Pro

1) le proporzioni di una “strato” a tutti gli effetti,
2) legni ottimi, leggera e risonante
3) verniciatura perfetta
4) pickup di qualità, i suoni sono quelli tradizionali stile “vintage”
5) permette un’action “da corsa”, tasti perfettamente rifiniti sui lati

Contro

Considerando che stiamo parlando di una chitarra di fascia economicissima …
1) il ponte tremolo è il punto debole di questa chitarra. Il blocco del tremolo è di zinco e praticamente inesistente, le sellette di un metallaccio staSquierSimonNeilFiestaRed3mpato, quindi il sustain ne risente, comunque la regolazione per un utilizzo tranquillo del tremolo è possibile considerando che è un ponte vintage a sei viti.
2) i pickup sono favolosi, l’elettronica un po meno, mini-pot e switch veramente di bassa qualità. Sicuramente potevano mettere materiale migliore però sino a quando funzionano e poi mi piacerebbe conoscere chi sente la differenza nel suono tra uno switch scarso e uno di marca, stessa cosa per i potenziometri.
3) capotasto scarso, di una plastica molto morbida.
4) le meccaniche di tipo “vintage” sono molto belle ma hanno un’escursione veramente ridicola rendendo difficile ma non impossibile accordare con precisione.
5) unico difetto vero, un problemino all’11° tasto che ad un controllo risulta più basso degli altri. Sicuramente un errore nella messa in posa dei fret e del controllo qualità. Non avevo voglia di rispedirla a Thomann e aspettare un mese per riavere una chitarra nuova, pagando altre tasse doganali. Inoltre quando me ne sono accorto i cartoni di imballaggio erano già riciclati. Ho quindi provveduto da solo a abbassare i tasti dal 12esimo in giù dato che non ho ancora conosciuto un liutaio di cui fidarmi da queste parti. Il problema si è risolto in modo più che accettabile; con l’action che preferisco il problema si nota solo sulla IV corda con “plettrata da villano”. Poi magari trovando un liutaio di fiducia posso far rifare la tastiera con dei tasti jumbo a cui sono abituato e anche il capotasto.

Conclusioni

Non fatevi ingannare dai “contro” che ho elencato sono cose che mi sentivo in dovere di evidenziare. Questa è una chitarra che, come tutte le Classic Vibe della Squier mi sento di consigliare. Considerando che qualche componente non è all’altezza delle più blasonate Fender, ma è facilmente sostituibile a prezzi interessanti (utilizzare le componenti delle Fender Mexico) stiamo parlando di un centinaio di euro per ponte, meccaniche e capotasto, portando così la chitarra a livello di una American Standard a meno della metà del prezzo.

A presto ci sarà anche la recensione video, lasciatemi il tempo di organizzarmi … che il Blues sia con voi !

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