Riflessioni Elettorali

Domenica 24 maggio, ci sono state le elezioni in Spagna ed essendo un paese civile e democratico, io non ancora cittadino ma solo residente, mi hanno invitato a votare alle amministrative per la mia città: Telde.

Il meccanismo è talmente semplice che mi ha lasciato sorpreso, sembra di votare per l’elezione del consiglio di condominio.

Come prima cosa mi sono arrivati documenti governativi che mi chiedevano se desideravo votare. Per confermare avevo due opzioni o confermare i miei dati e il mio desiderio di votare inviando una lettera pre-affrancata oppure andare sul sito governativo e con il codice fornitomi, sempre controllare i miei dati e dare l’adesione.

Il venerdì prima, non avendo ancora ricevuto nulla e non sapendo dove recarmi a votare, telefono direttamente agli uffici elettorali della capitale, una signora gentilissima si scusa per la mancata consegna del documento (sembra a causa di problemi postali) mi chiede se ho da prendere nota e mi fornisce indirizzo, sezione, gruppo e tavolo per la votazione. Fantastico.

Alla domenica, prima di spostarci a casa di amici a Firgas, ci rechiamo a votare.

La prima domanda, ma siamo nel posto giusto ? Non c’è polizia, non risono cartelloni elettorali per gli indecisi dell’ultimo minuto, non ci sono infinite liste di partiti, potenziali candidati. Non c’è quella sensazione di essere spiati … una sola cabina per ben tre sezioni che sono dei semplici tavoli con su le tre urne dove porre le schede.

La gente entra con già le proprie schede compilate, si presenta al tavolo, mostra documento e codice fiscale (lo si usa per ogni cosa) il presidente della sezione registra e fa mettere le schede nelle urne e Adios, Arrivederci. Fatto …

Per noi che non abbiamo ricevuto il materiale (e non sapevamo di tutto ciò) ci attende la breve fila davanti all’unica cabina elettorale (una tenda) … Entro e trovo le tre pile di buste di differente colore e le rispettive pile dei contenuti suddivisi per partito. Semplicemente prendo il foglietto lo infilo nella busta corretta (a meno che tu non sia daltonico non puoi sbagliarti) lecitina alla colla (quasi insapore) e via. Esco dalla cabina, vado al tavolo, mi registro e metto la busta (solo una in quanto straniero residente) nell’urna. Adios, Arrivederci. Fatto …

Diversamente dall’Italia non devi lasciare il cellulare al tavolo del presidente di sezione, evidentemente il giochino del voto di scambio non l’hanno ancora implementato, qui la corruzione politica rispetto all’Italia sta come la materna con l’università, o forse il meccanismo elettorale non lo rende vantaggioso.

Di certo è stata un’esperienza che mi ha fatto sentire decisamente bene perché coinvolto in una piccola decisione per il futuro della città che mi ospita e anche perché la scelta fatta (praticamente istintivamente) è stata quella della maggior parte degli isolani, facendomi sentire ancora un po di più parte di questo mondo.