Ricocaster II – DIY Kit

Ricocaster II – DIY Kit

Episodio 0: l’idea di “costruirsi” una chitarra

L’idea non è nuova per me, ma in questo caso l’esperienza maturata in anni di setup dei miei strumenti, di chiacchere scambiate con gli amici liutai e, non meno importanti, le decine di video su come costruirsi uno strumento da cima a fondo mi hanno stimolato tantissimo.

Ovviamente lo spazio domestico e gli scarsi strumenti a disposizione mi hanno orientato ad un  kit DIY (Do It Yourself), un kit fai da te presente a listino del noto (per noi musicisti) negozio online Thomann.

La scelta è caduta, per tanti motivi, sul modello “telecaster”, ovviamente con le dovute modifiche che vi racconterò nel prossimo episodio.

Video di presentazione e “unboxing” del materiale arrivato, compreso le parti per la modifica e alcuni attrezzi di liuteria.

 

Episodio 1: la progettazione

La scelta di un modello telecaster però orientato al jazz stile che sto studiando ora perché sull’isola o fai rock (spagnolo), musica tradizionale canaria, musica classica oppure pianobar negli alberhi o locali per turisti o non suoni proprio. Almeno ora ho trovato un buon professore, per affrontare armonia e jazz, e studiare non fa certo male (se poi proprio sono impedito a suonare jazz, posso sempre convertirla in una chitarra dedicata allo slide)

Innanzi tutto ho dovuto “inventarmi” uno stile per la “paletta” o headstock perché il manico del kit come avrete visto dalla foto è praticamente un “remo”. Non volevo fare la solita forma telecaster e dopo diverso tempo passato a guardare foto su internet con carta e matita mi sono messo a disegnare delle forme sino al modello che poi ho realizzato, accorgendomi poi che aveva una certa familiarità con la Shur. Non importa, mi piace e questo basta.

Il corpo. La prima idea era quella di sagomarlo come una stratocaster, il famoso “countour body” che in quanto a “vestibilità” è inarriabile. Però sia la mancanza di una zona lavoro sicura e privata mi ha fatto desistere. Unica differenza da un corpo telecaster sono i bordi leggermente più arrotondati. Modifiche sostanziali alla linea telecaster li farò al prossimo progetto, però prima devo cambiare casa …

Elettronica. Mi piacciono le chitarre da jazz con un solo pickup, con suoni caldi e rotondi e quindi la scelta è stata di utilizzare un solo pickup humbucker con controllo di tono e volume. C’era stata l’idea di usare un pickup splittabile ma non potevo spendere più per il pickup che per tutta la chitarra …

Hardware. Ovviamente il ponte telecaster in dotazione con lo scasso per il pickup non andava più bene e quindi si è reso necessario un ponte nuovo di forma differente e di conseguenza un battipenna (pickguard) da riprogettare. La scelta è stata di prendere un foglio madreperlato da intagliare con la nuova forma.

Inizialmente il manico doveva essere fissato senza la piastra (neckplate) ma con quattro “nottolini”. Purtroppo l’esiguo spazio tra i fori per il manico ed il bordo del corpo e un foro centrale (non ho capito il perché della sua presenza) mi ha impedito di procedere in quella direzione.

 

Episodio 2: iniziano i lavori

Neck & Headstock. Il primo passo era di ridisegnare la paletta, tagliare il legno in eccesso e preprarare accuratamente la superficie. Il lavoro di rimozione dello strato di turapori è stato abbastanza agevole data la densita del legno (acero). Il taglio è stato abbstanza faticoso senza strumenti adeguati, poi la rifinitura è stata una fase comunque piacevole.

The body. Il corpo necessitava oltre che una decisa carteggiata per rimuovere (come nel manico) il turapori utilizzato dal produttore per permettere una migliore stesura della tintura ad acqua anche della rimozione di alcuni segni essendo il legno molto (troppo) tenero e quindi abbastanza delicato. Purtroppo il legno ha assorbito il turapori in modo molto vario, rendendo molto difficile (senza utensili elettrici e spazi adeguati) eseguire un lavoro accurato.

Era necessario anche effetturare due scassi per permette di alloggiare il pickup humbucher, Lo scasso è stato fatto procedendo a forare con il Dremel di Pia usando la punta da legno una zona precedentemente segnata e poi lavorarci con una fresa. Il risultato, vista la disponibilità di attrezzi,  è soddisfacente anche perché poi la cavità verrà ricoperta di alluminio o rame per la schermatura..

Ho proceduto anche ad un leggero arrotondamento dei bordi del body, cosa che mi piace particolarmente nella telecaster. In due punti è stato necessario modificare leggermente la curvatura del bordo, ma fortunatamente alla fine sembra una modifica voluta per agevolare il raggiungimento della parte alta della tastiera.

Episodio 3: la verniciatura

Per la verniciatura ho pensato di utilizzare vernici ad acqua per poter sperimentare la colorazione “sunburst”. L’idea iniziale era di usare tre colori, poi ho deciso di utilizzarne solo due per non complicarmi la vita, essendo il primo tentativo.

Che dire, è stato divertentissimo. Lavorare con le vernici ad acqua/tampone è, personalmente, una cosa bellissima, vedere il colore che piano piano emerge e prende forma il disegno che mai in mente.

Dopo un giorno di riposo ho utilizzato una vernice spray non lucida per proteggere il colore steso, dopo altre ventiquattro ore ho applicato una seconda mano.

Lasciati passare un paio di giorni, un po di wet-sanding con carta grana 1000 e energica passata di panno per rifinire l’aspetto. Sono soddisfatto del look “vintage” e al tatto e piacevolissima.

Episodio 4: primo assemblaggio

L’incastro manico/cassa, già verificato in precedenza, è perfetto e si ottiene con una leggera pressione e fissandolo con la classica placca e quattro viti.

Il momento di “panico” invece è stato prendere le misure e realizzare i fori per posizionare il nuovo ponte, il timore di sbagliare e rendere la chitarra insanabile c’era, però con molta calma ci sono riuscito.

L’installazione delle meccaniche, più che dignitose, è stato semplice anche se i fori non sono allineati benissimo.

Altra fase interessante è realizzare la schermatura dei vani con un nastro di alluminio adesivo.

Intrigante e divertente è stato il design del battipenna che, a causa dell’eliminazione del pickup al ponte, deve coprire lo scasso relativo e quindi si estende oltre il normale standard Telecaster. Inoltre il fatto di non avere il selettore dei pickup mi ha fatto venire l’idea di replicare il “control plate”  con lo stesso materiale. Appunto il materiale del battipenna  risultava “troppo bianco” rispetto al look vintage dello strumento. Una veloce carteggiata ad acqua grana 500 e l’utilizzo di una vernice per bricolage, per effetto antico, rubata a Pia. Risultato soddisfacente.

Rapido assemblaggio dell’elettronica, delle corde, un veloce setup e via alla prima prova …

Episodio 5: finale

La chitarra è finita anche se sono necessari alcuni ritocchi, ma prima un po di rodaggio. Il risultato è stato più che soddisfacente, il divertimento tanto. Certo visto il costo (vedi più avanti nell’articolo) non mi aspettavo una suonabilità di una Custom Shop, però siamo sicuramente a livelli di una Squier Standard.

La chitarra risulta essere leggermente sbilanciata verso il manico a causa della leggerezza della cassa, ma non è cosa fastidiosa. Il manico è piacevole da usare, leggermente più “cicciotto” di uno standard “C” Fender, ma decisamente scorrevole. Sicuramente il capotasto da rifare, ma non volevo spendere ulteriori denari (circa 90€) per le lime per fare gli intagli delle corde.

Conclusioni:

Lo consiglieresti ? Si a condizione che si abbia manualità e una sufficiente conoscenza della anatomia della chitarra. Ovviamente se acquistate il kit e poi lo assemblate (per fate tutto basta solamente un paio di cacciavite) ci potete riuscire, ma occhio che dopo tre giorni la utilizzerete per il caminetto. E’ una bella esperienza da fare e ci sono il catalogo anche modelli Stratocaster, LesPaul e Metal. Quindi un po per tutti i gusti.

Ci suoneresti in concerto ? Senza modificare il progetto no. I pickup originali, così come l’elettronica non sono granché (giusto per essere gentile). Io ho avuto fortuna con il manico dritto e ben fatto (solo un tasto leggermente più basso degli altri), ma sul controllo di qualità dei cinesi non ci scommetterei troppo.

  • Costo del Kit 58,00 €
  • Pickup 32,00 €
  • Ponte 18,00 €
  • Hardware vario 20,00 €
  • Vernici 10,00 €
  • Totale 138,00 €

 

Spero che vedere/leggere queste cose non vi abbia annoiato, ma invece incuriosito.

Grazie !