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Kaze Ryu: Ju Jitsu
Praticando Arti Marziali dal 1974, ed in particolale il Ju-Jitsu (Jiu Jitsu,
Ju Jutsu, in base alla nazione ed alla fonia) e avendo la passione di ricercare,
leggere ed infine scrivere, ho pensato di trasferire questo mio lavoro
sulla Rete. Nella mia visione delle Arti Marziali non mi sono legato ad
una sola arte in quanto le considero tutte valide, il Ju Jitsu è
quello che ho studiato per primo e nelle sue molteplici vie ho trovato
le risposte che cercavo. La sua evoluzione permette l'inserimento di tecniche
tipiche di altre discipline senza alterarne il significato e lo spirito.
Basandomi sul Ju-Jitsu stile GoJu e dopo aver fatto esperienze e aver conseguito la
cintura nera in diversi stili di Ju-Jitsu, nel Kick-Jitsu, e riconoscimenti
nell'Aiki-Jitsu e nell'Aikido, ho definito una mia scuola di pensiero e di stile,
per un JuJitsu legato alla tradizione ma aperto alle esperienze fatte.
Ho esplorato anche la Muai Thai tradizionale e sportiva, il Sanda, alcuni stili tradizionali
cinesi, traendone un notevole arricchimento. Ho avuto modo di studiare ed analizzare testi di
arti da combattimento italiane medioveali e rinascimentali.
Vorrei ringraziare pubblicamente i maestri che mi hanno aiutato a crescere e migliorare
ed in particolare un grande affettuoso ricordo al grande in tutti i sensi
Mo. Fabrizio Maietti,
al caro e fraterno amico Mo. Claudio Gigante ed al mio primo maestro il Mo. Carmelo Stroscio.
E poi ancora i maestri: Mo. Riccardo Sanna, Mo. Patrizio Rizzoli, Mo. Silvano Rovigatti,
Mo. Cesare Evangelisti, Mo. Atos Toschi, Mo. Giovanni Rapisardi, Mo. Carlo Natati.
Introduzione
Siamo testimoni di un gran proliferare di discipline marziali, con nomi esotici e che si
rifanno a mistiche scuole o grandi maestri, ogniuno a proclamare l'assoluta efficacia e
imbattibilità del proprio stile.
Partendo dal concetto che l'anatomia umana permette dei movimenti ben noti, più o
meno ampi, ma comunque eguali per tutti i popoli, oso affermare che ogni arte marziale è
valida ed efficace, tanto quanto lo sono i suoi praticanti.
L'arte del combattimento si è sviluppata attraverso decine di secoli, ma solo alcuni
stili sono giunti a noi, evolvendosi insieme ai costumi di vita ed alle tradizioni religiose.
L'Oriente, per cultura e religione, è la parte del mondo che più di ogni altra
offre un panorama vasto e complesso di discipline marziali. Il Giappone avanti a tutti, a causa
del suo isolamento terminato alla fine del secolo scorso, ha conservato stili e scuole quasi
invariati negli ultimi seicento anni.
Tra tutte le discipline Giapponesi spicca per la sua completezza e per la sua varietà
il Ju Jitsu, da cui si sono sviluppati nel tempo l'Aiki-Jitsu, l'Aikido ed il Judo.
Anticamente il Ju Jitsu era conosciuto con nomi diversi tra i quali Yawara,
Wajutsu, Taijutsu, Torite. Aveva molte scuole, contraddistinte per i propri
metodi.
Si può qundi definire il Ju-Jitsu un'arte di attacco e difesa
principalmente a mani nude, contro uno o più avversari armati e non.
Basato sulla fluidità, sulla opposizione della cedevolezza alla
forza, tende in ogni tecnica a sfruttare al massimo l'energia dell'attacante
a proprio favore, non rinunciando a tecniche dure e di iniziativa.
Citazioni su antichi testi, in particolare il Nihon Shoki redatto nel
720 d.c. si riferisce di combattimenti organizzati già nel primo
secolo avanti Cristo.
Quindi si può certamente accettare la presenza di uno stile
di combattimento codificato, che può aver contribuito alla formazione
del Ju Jitsu quale oggi lo conosciamo.
E' con il periodo Momoyama (1568-1615), che molti militari si trovano
disoccupati dopo il periodo Ashikaga caratterizzato da guerre civili, e
quindi incominciano, per guadagnarsi da vivere, ad insegnare le tecniche
di combattimento a mani nude al popolo al quale era proibito per legge
portare qualsiasi tipo spade.
Nascono così diverse scuole (Ryu), la più antica scuola
popolare di Ju Jitsu regolarmente registrata sembra essere la Takenouchi-Ryu
del 1532, in cui si insegnano le tecniche di immobilizzazione e l'arte
di colpire.
Nell'epoca successiva (epoca Tokugawa 1615-1867) terminano definitivamente
le grandi battaglie, e la spada ed il combattimento non armato assumono
un'importanza ancora maggiore, fioriscono nuove scuole di Ju Jitsu sia
per i Bushi (guerrieri) sia per le altre classi sociali. In particolare
con l'aumentata dimensione delle città e l'incrementarsi degli scontri
individuali, le forze di poliza assumono un ruolo sempre più importante
ed il Ju Jitsu diventa strumento efficace e primario per mantenere l'ordine.
Con la restaurazione Imperiale alla fine del 1800, con il decreto che
impediva ai Samurai di portare le spade, e una tendenza all'occidentalizzazione,
il Ju Jitsu viene considerato violento e non adatto alla nuova svolta,
lasciando così spazio al Judo del Mo. Jigoro Kano ed ad altre discipline
più educative.
Il Ju Jitsu rimase così per parecchio tempo appannaggio dei
corpi di polizia e militari, e solo dall'ultimo dopoguerra che, grazie
ad alcuni maestri sia occidentali che orientali, il Ju Jitsu riprende il
suo giusto posto tra le Arti Marziali.
Il Ju Jutsu (dove Ju si traduce con cedevolezza, morbidezza, elasticità
e Jistu arte) è creatività, deve svilupparsi in relazione
ad ogni singolo praticante è può essere addattato ad ogni
esigenza, come era sua tradizione nel Giappone medioevale dove la soppravvivenza
del guerriero era legata alla sua capacità di prevedere ed adeguarsi
ad ogni tipo di attacco, portato con qualsiasi arma ed in qualsiasi situazione.
Da un insieme codificato di tecniche e forme che definisce il programma
di base, si ha una continua crescita in efficacia ed eleganza che non ha
paragoni.
Pur essendo il Ju Jitsu una disciplina tutt'ora imperniata sul concetto
di difesa personale, pur avendo anche un'aspetto agonistico, non dobbiamo
dimenticare che al pari di altre Arti Marziali, deve essere inteso come
disciplina morale e come strumento di formazione e crescita.
È corretto definire il Ju Jitsu come lo conosciamo oggi,
nato nel XVI secolo, ovvero quando si hanno concrete notizie o vengono
ufficialmente riconosciute alcune scuole. Ad oggi poche sono rimaste incontaminate,
di altre si sono perduti gli insegnamenti più profondi. Ecco un
breve elenco delle più significative.
Takenouchi Ryu
Ancora attiva oggi in Giappone, fondata a quanto pare da un bushi di
alto rango, Takeuchi Toichiro, attorno al 1530. Sviluppò tecniche
ideali per il corpo a corpo, impiegando anche armi tradizionali. Già
allora contava un programma di oltre 600 tecniche e rappresentato alla
presenza dell'Imperatore, ne ebbe grande elogio.
Yoshin Ryu
Sembra fondata da un medico, Akiyama Shirobei Yoshitoki, che utilizzò
le tecniche di percussione perfezionate durante un suo soggiorno in Cina
come parte importante del suo stile, insieme alla meditazione e alle tecniche
derivate dalle sue conoscenze mediche.
Shin-no-Shindo Ryu
Il fondatore sembra sia Yamamoto Tamizaemon, della polizia di Osaka,
già studioso dello stile Yoshin Ryu, ampliò il bagaglio tecnico
introducendo e perfezionando le tecniche di immobilizzazione.
Kito Ryu
Importante per gli elementi esoterici intrinsechi e per l'utilizzo
esteso dei Kata (forme). Sembra che questo stile sia nato da un samurai
di nome Terada, che accentrava lo stile in tecniche di proiezione al suolo,
anche con l'uso della armatura completa.
Tecniche complesse e non facili. Questo stile fu studiato sia da Morihei
Ueshiba, fondatore dell'Aikido e da Jigoro Kano fondatore del Judo Kodokan.
Tenjin-Shinyo Ryu
Famosa per le tecniche di percussione, di strangolamento ed immobilizzazione,
sembra essere il risultato della fusione della Yoshin Ryu e della Shin-no-Shindo
Ryu, operata da Yanagi Sekizai Minamoto Masatari (conosciuto come Iso Mataemon)
che dopo aver imparato il due stili divenne istruttore dei subordinati
del clan Tokugawa. Profondo e ascetico, Iso Mataemon approfondì ulteriormente il
concetto di Ju ovvero di agilità e cedevolezza.
GoJu Ryu
È una scuola moderna, ovvero sviluppata in questo secolo dalle
esperienze Giapponesi del Mo Urban, allievo diretto di Yamaguchi e di Oyama,
sicuramente influenzato dalle tecniche della Kito Ryu e della Yoshin Ryu.
Brazilian Ju Jitsu
È una scuola moderna, sviluppatasi come il nome lascia intuire
in Brasile. La famiglia Gracie ha portato a livelli altissimi le strategie
di combattimento, rimanendo comunque legati alla tradizione. Questo stile
è caratterizzato dalla durezza dei combattimenti ed è
particolermente curato il combattimento al suolo.
La Tecnica
Come risulta dai cenni sulle scuole, il Ju Jitsu si propone
al praticante con una mole di tecniche notevole. Nel caso dello stile GoJu
Ryu, il programma è suddiviso in gradi, secondo lo schema antico,
9 Kyu per gli allievi e 10 Dan per gli esperti. Ovviamente non è
possibile elencare tutte le tecniche, ma un breve schema dovrebbe chiarire
la struttura del programma di studio.
- Tecniche di Caduta, di Spostamento e di squilibrio.
- Tecniche di Parata.
- Tecniche di Proiezioni.
- Tecniche di Percussione.
- Tecniche di Pressione sui punti vitali (riservati ai Dan).
- Tecniche di Strangolamento.
- Tecniche di Leve Articolari.
- Forme Individuali e a Coppia.
- Studio delle armi tradizionali (Bastoni, Nunckaku, Sai, Tanto, Wakizashi etc.).
- Combattimento da Difesa Personale (uno o più agressori).
- Combattimento Agonistico.
L'insegnamento è graduale, ed ogni Maestro può adattare
il programma di base in relazione alla tipologia degli allievi. Ribadisco
per non essere frainteso che lo scopo del Ju Jitsu è la Difesa Personale
e la Crescita Morale e Umana del Praticante, per cui il Maestro cerca di
guidare l'allievo alla comprensione dei concetti delle tecniche, più
che imporre il programma in mera maniera scolastica.
È uno studio lungo e duro, in quanto numericamente il programma
per il primo Dan prevede, ad esempio, ben oltre 100 proiezioni (programma
Ju Jitsu GoJu), comprensive di immobilizzazioni, oltre 30 forme tra individuali
e a coppia, oltre a tutte le tecniche di atemi.
Essendo il Ju Jitsu in continua evoluzione, proprio perchè legato
alla difesa personale, fermo restando il programma tradizionale, le combinazioni
utili allo studio che un Maestro può comunicare all'allievo sono
infinite.