Recensione: “RICOCASTER” by Marco Pontillo

Rico-Caster 3

Da tempo desideravo avere una chitarra costruita da Marco Pontillo amico e liutaio innovativo e creativo. Mago dei pickup, da sempre ha sopportato tutti i miei deliri chitarristi e la mania per il setup, in parte dovuti ai postumi di un incidente e in parte alla mia naturale irrequietezza.

Arriviamo al dunque, l’idea era di uno strumento “spartano” essenziale nella forma ma di alto livello come materiali e suonabilità. Scontato dire che l’obbiettivo è stato raggiunto!

Le caratteristiche tecniche
Corpo: telecaster con bordi maggiormente arrotondati realizzato in Ocumé
– Top: in Pioppo “marezzato” della bassa padana
– Manico: in Acero profilo a “C”
– Tastiera: 22 tasti in Acero, raggio di curvatura 12” tasti jumbo
– Trussroad: biflex
Battipenna: fibra vulcanizzata realizzato da Marco
Sellette ponte: compensate in ottone realizzate da Marco
Capotasto: in osso
Pickup: T-Blade realizzati Marco

La Costruzione
Il percorso della costruzione è affascinante da seguire ma questa volta, a parte la prima chiaccherata in cui Marco mi ha mostrato i legni per il corpo e uno splendido manico che aveva appena realizzato, la mia regola è stata “fai tu, voglio un tuo capolavoro da suonare”.
Il passo successivo è stato vedere il lavoro completato.
Marco mi conosce a fondo e non ho avuto la necessità di dire fai questo e quello, io avevo le idee chiare di cosa volevo e lui aveva già la chitarra formata nella sua mente. Un grande artista.
Le richieste erano di avere una chitarra:
– leggera e comoda da imbracciare
– facilità di bending con corde .010
– suono caldo, però un po aggressivo per spaziare dal Blues al Rock Blues
– aspetto minimalista

Rico-Caster 2

Il Suono e la Suonabilità

I Blade-T sono un tipo di pickup che considero notevoli, single coil con blade al posto dei poli. Marco mi aveva già abituato a single coil con i poli sovradimensionati che avevo sperimentato con successo su una stratocaster e vedere questi Blade-T così aggressivi nel look è stato un piacere.

Piacere enormemente aumentato quando ho attaccato la chitarra all’amplificatore. Un suono potente, definito, leggermente medioso, che permette di spaziare dal blues al rock blues, dal rock al country senza perdere personalità e per dirla come un sommelier con un “retrogusto” vintage.
Un risposta dinamica che raramente si trova sui single coil e che mi permette di suonare come piace a me lavorando molto sul tocco e sui controlli di volume e tono.
La suonabilità dello strumento è eccelsa. Da sempre preferisco le .010 alle .009, ma amando i bending, sulle chitarre con scala 25.50” tipo Fender è sempre stato faticoso. Su questa è un piacere. Avendo anche una LesPaul (scala 24.75”) sempre con corde .010 (stessa marca) vi posso garantire che la tele di Marco è più morbida !
Non ci potevo credere, semplicemente favolosa.
Il manico con il profilo a ”C morbido” è di una comodità fantastica e permette di suonare per ore senza affaticarsi.

Rico-Caster 1

Concludendo
Ovviamente non ho specificato le personalizzazioni di questa mia “signature” che è stata subito battezzata“RicoCaster”. Sono un “regalo” di Marco che ha voluto così sottolineare la sua passione nel realizzare gli strumenti con attenzione anche ai particolari e l’amicizia che ci lega.

Oltre alla paletta incisa (quando mi ha inviato la foto mi è scappata una lacrimuccia) ha inciso anche la placca che tiene il manico avvitato al corpo.
Quando arrivi, dopo anni passati a suonare e possedere decine di chitarre, a decidere per l’acquisto di una chitarra di liuteria e quando trovi una persona come Marco, lo strumento che avrai tra le mani sarà definitivo.
C’è il fascino minimalista del legno naturale, del suono potente e personale, la cura “maniacale” dei particolari che la rendono preziosa e una “goduria” da suonare. Viene da pensare: what else ?

C’è una cosa che voglio dire ancora: Grazie Marco !
Grazie per aver realizzato questo gioiello e presto realizzeremo una recensione video in cui potrete sentire anche la voce di questo gioiello.

Ricoblues

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