Gibson CS-336 Plain Top, 2009
La mia prima Gibson! Non avrei mai pensato di comprarne una, e non avrei mai pensato di vendere una strato per farlo. Ma è successo! Complice l'età forse o la voglia di cambiare ed esplorare nuovi tessuti musicali.
Inutile dire che è un gioiello e che il suono è splendido. Come ogni strumento nuovo ha portato con sé stimoli nuovi e anche molto forti.

Inizialmente avevo optato per una ES-339, costo inferiore e provata da un'amico non era niente male, ma quando in negozio, dopo aver provato quattro o cinque ES-339 l'ho vista ho detto "un'altra 339 ?".
"No è un'altro tipo di Gibson, in massello, provala e poi dimmi cosa ne pensi".

Ovviamente sapete già come è andata ...
E' uno strumento interamente costruito in massello con il body ricavato da un pezzo unico di mogano scavato a cui viene sovrapposto il top in acero "carved". I pickup sono dei Gibson '57 e la scala è la classica 24"3/4.
Il manico ha le giuste proporzioni per la mia mano e non l'affatica ed è perfettamente bilanciata, sia come suoni che come peso.
Unico vero neo è l'attacco della cinghia dalla parte del manico che è all'altezza della congiunzione manico corpo, facendo "pendere" un po in avanti lo strumento, creandomi quanlche piccola difficoltà iniziale suonando in piedi, rispetto agli altri strumenti che posseggo.
Gibson L.R. Les Paul Studio ’60s Tribute, 2011
Un'altra Gibson! Un'occasione e un'innamoramento per il suono dei P90. La scusa è già pronta: non avevo una chitarra con i P90 ...
Nonostante sia una "studio" quindi appartenente alla fascia economica, in effetti le rifiniture sono essenziali ma perfette, quello che conta è il suono e c'é tutto !

Blues e Country sono generi in cui lo strumento rende pienamente, anche se non disdegna le sonorità aggressive dell'Hard Rock. Con un simulatore di acustica si ha una resa che lascia piacevolmente sorpresi e nell'area Jazz giocando con i toni si riesce ad ottenere una sonorità gradevole. Con un trattamento "worn" ovvero usato ma leggerissimo (si nonta solo in 2/3 punti) una verniciatura satin, un corpo in mogano con le camere tonali che la rendono leggera e molto acustica e divertente da suonare anche quando non collegata all'ampli, è un piacere imbracciarla e suonarci delle ore.
Il manico "cicciottone" mi ha creato ovviamente qualche difficoltà iniziale, ma poi mi sono reso conto della comodità che offre. Anche la tastiera, leggermente più larga, offre spazio alle dita sia della mano destra, facilitata negli arpeggi, che della sinistra.
Fender American Standard Stratocaster, 2001
Amo la stratocaster, e complice la vendita di alcuni strumenti che oramai non usavo più, sono andato in negozio e ho detto "voglio comprarmi una strato con la tastiera in acero". Mi hanno chiuso in una stanza con sette strato, dai modelli più economici a quelli più costosi e alla fine questa mi ha conquistato.
Suonata da spenta mi sono reso conto della sonorità e del volume incredibile per una sold body. Con delle 009 ha un volume paragonabile alla CS-336 che è una semiacustica. Sono stato fortunato a trovarla!
Il suono collegata ad un ampli è favolosamente Fender. Il suono che ci si aspetta da una strato, punto.
Unico neo il manico con il profilo "modern C" che per le mie manine era decisamente scomodo. Quindi la magica arte dell'amico liutaio Marco Pontillo ha trasformato il profilo in "soft V". Ora è una goduria suonarla, anche per ore.
Comprata in Aprile 2010, mi sono accorto che è una chitarra del 2001. Nove anni in negozio ... forse mi stava aspettando ?
Fender Telecaster ’62 reissue, 1983 Japan (customized)
Era il 1983 quando entrai nel magazzino dell'importatore Fender e potei scegliere tra centinaia di chitarre, o forse dovrei dire che fu lei a scegliermi ...
Recentemente è stata "customizzata" con il rifacimento della tastiera (raggio di curvatura 12) e un humbucker al ponte e un single coil al manico artigianali fatti dall'amico liutaio Marco Pontillo. Al manico un modello speciale del single coil telecaster dal suono caldo tra blues e jazz, al ponte un single coil "potenziato" che può ricordre a tratti un P90, perfetto per i suoni "smooth".

Il suono non è ovviamente "original telecaster", ma è decisamente un suono molto personale e divertentissimo, dalla necessità di una solid body più versatile quando mi trovo in situazioni "non blues", anche se devo ammettere che anche nel blues si fa voler bene permettendo sonorità alla BB King, Otis Rush.
Fender Telecaster Standard, 2007 Mexico (customized)
Dopo aver modificato con humbuckers la mia vecchia tele, mi è tornato il desiderio di una tele standard. Complice anche la militanza in un gruppo musica anni 50' tra rock 'n' roll, swing e country, la scelta è caduta (non volendo spendere molto) su una Fender Telecaster Standard Mexico. Beh devo ammettere di essere stato piacevolmente sorpreso.
Ovviamente è passata per le mani del mitico Marco Pontillo che l'ha equipaggiata con:
- 2 pu Western Fox
- battipenna madreperlato
- alcune parti dorate secondo le mie indicazioni
- cambio di curvatura del manico (a 12")
- fret più alti
- selettore a 4 posizioni
E' diventata un'autentico gioiello perfetto per il country ed il blues, anche se non disdegna visite in generi più "cattivi". Action bassissima, manico e tastiera satinati e scorrevolissimi.
Bassi corposi, acuti definiti, il classico twang è ben presente. Ottimo l'intermedio.
Godin Acoustcaster, 2007
Era tempo che desideravo una Acousticaster, ma non avevo mai trovato la scusa buona per l'acquisto. Un nuovo progetto acustico mi ha dato la motivazione per fare il passo.
Una premessa è d'obbligo: l'unico vero suono di un'acustica è quello ripreso da un microfono di qualità (meglio due). I pickup piezo sono comodi, ma siamo sinceri è un compromesso tra suono e praticità.
La Godin è, personalmente, un passo avanti, ovvero da spazio alla praticità senza la pretesa di essere un vero strumento acustico e quindi offre un suono personale, che può piacere o meno. Sta al musicista trovare la giusta dimensione.
Personalmente mi ha scatenato una serie di stimoli creativi e rimane la chitarra che con più frequenza uso anche per studio.
Richiede dal vivo un impianto decente e si deve stare attenti alla potenza dei bassi, molto presenti e tagliare con cura le frequenza medio-alte per evitare noiosi "sferragliamenti".
Monta corde .010 da elettrica secondo le specifiche della casa anche se è possibile montare le .010 da acustica. La resa migliore l'ho ottenuta con delle corde in puro nickel.
Yamaha NTX 700
La mia prima vera chitarra era una classica e quindi non può certo mancare, ma visto che principalmente sono un chitarrista acustico ed elettrico la scelta è caduta su uno strumento che non fosse troppo lontano come invece può esserlo una chitarra classica tradizionale.
Questo è un modello "ibrido" pensato per chitarristi acustici ed elettrici che vogliono aggiungere la sonorità delle corde in nylon alla loro musica.
I particolari più evidenti sono: la presenza del trussrod, la spalla mancante ed il profilo a "C" del manico con larghezza inferiore.
I vero punti forti, ma nascosti, sono il trattamento particolare del legno, ad altra pressione, che conferisce un suono caldo e definito ed il sistema di amplificazione con due pickup piezo, uno per gli alti e uno per i bassi con i volumi separati per permettere il giusto bilanciamento tra i cantini ed i bassi.
Un gioiello di strumento che amo suonare tutti i giorni, fosse anche per qualche minuto, e che regala bellissime emozioni. Ottime sonorità per la bossa e per i generi ambient e smoothjazz.
Dayon 999, 1979 Usa Handcrafted
Una bellissima chitarra acustica e compagna di vita.
Le Daion erano (ormai non esiste più la fabbrica) interamente fatte a mano, in Texas da liutai Giapponesi. Una liuteria raffinata, senza parti in plastica, solo legno e ottone, per una forma e sonorità di altri tempi. Dopo tanti anni di onorato servizio, nonostante i segni del tempo e dell'uso, il suono già bello in partenza, continua a migliorare; ...
Comprata nel 1980, ha segnato il mio passaggio da bassista a chitarrista. Indeciso tra questa e una Martin D18 e una Ovation Legend, alla fine il mio latente spirito Blues, mi ha guidato su questo strumento e devo dire che non ha sbagliato. Bassi pieni e acuti mai aspri, ottima per il fingerstyle, meno per l'accompagnamento pesante, ha un suono veramente Blues e rimane lo strumento su cui compongo la maggior parte dei miei brani.
Guild F4CEhg, 1995 Usa
Dopo oltre 20 anni desideravo una chitarra acustica nuova, elettrificata e magari con spalla mancante. Ecco apparire, per un colpo di fortuna, questa Guild F4CEHG. Provata ed innamorato. Vuole corde grosse sui bassi e regala un suono county-blues.
Con una leggera riduzione del ponticello in osso, ho raggiunto un'action quasi da elettrica, ottima per arpeggi e per accompagnamenti delicati e divertentissima per fraseggi solistici. Dopo il solito calvario per trovare le corde giuste, in base anche a quello che dovevo e desideravo suonare alla fine, per puro caso, mi sono fermato sulle Adamas 012, che hanno il vantaggio di essere abbastanza morbide e ricche di bassi.
Una calibratura del genere non permette fraseggi virtuosi ma è sempre molto gradevole da suonare e per niente faticosa anche in posizioni alte. Attualmente utilizzo le Martin SP .011 più facili da trovare e decisamente ottime.
Cort Action Junior Bass, 2007
Con l'acquisto del nuovo software di registrazione, mi è tornata la voglia di un basso per completare i miei nuovi brani senza ricorrere al prezioso aiuto degli amici. Così capita di vedere e provare questo simpatico bassettino a scala corta. Cifra accessibilissima ed è stato mio.
Cort Action junior, un godibilissimo strumento che mi permette di completare autonomamente i miei progetti musicali.