Le corde – parte seconda

vincerayCenni tecnici

Ma veniamo alla parte che più ci interessa, ovvero quella tecnica. Analizzeremo i materiali e la struttura costruttiva per cercare di dare una maggiore informazione.

Scala di “durezza” dei materiali

Questa scala è importate per capire l’azione di usura delle corde nei confronti dei “frets” della chitarra e anche del tipo di suono che può nascere da una corda in relazione al metallo con cui è fatto l’avvolgimento. Nella valutazione deve essere considerata anche la forma dell’avvolgimento come spiegato più avanti.

  • Nickel 4.0 mohs
  • Iron 4.0 mohs
  • Steel 4.0-4.5 mohs
  • Cobalt 5.0 mohs
  • Stainless Steel 6.5 mohs – varies according to alloys
  • Hardened Steel 7.50-8.0 mohs
  • Chromium 8.5 mohs

(ho lasciato in nomi in inglese perché normalmente riportati sulle confezioni delle corde)

La scala di Mohs prende il nome dallo scienziato mineralogista tedesco Friedrich Mohs. È un criterio empirico per la valutazione della durezza dei materiali. Essa assume come riferimento la durezza di dieci minerali numerati progressivamente da 1 a 10 e tali che ciascuno è in grado di scalfire quello che lo precede ed è scalfito da quello che lo segue. Ripeto, considerando che normalmente i frets sono in lega di nickel questa scala fornisce un’idea del consumo potenziale dei frets con materiali quali Stainles Steel e Cobalt.

Core o Anima

Il “core” o “anima” è un unico filo di acciaio armonico, che viene usato singolarmente (corde plain, sezione rotonda), come il mi cantino per capirci, o come “interno” delle corde avvolte (sezione rotonda o esagonale). Il diametro varia in maniera ampia, a seconda delle scelte del progettista o del musicista.

Per le corde “plain” i diametri possono variare da un minimo di .007 a .026 (rif. Catalogo D’Addario il più dettagliato ed ampio).

Usate principalmente per la prima, seconda e terza corda. La terza corda (Sol) la troviamo avvolta sui set da chitarra acustica ed alcuni set da chitarra elettrica (normalmente lisce e avvolte su set da 0.11 in su).

Per quanto concerne le corde avvolte, siamo in presenza di due tipologie:

  • round core: il round core è il sistema adottato sin dall’inizio della storia delle corde in metallo e permette un maggior contatto dell’avvolgimento al core, la corda è libera di vibrare in tutte le direzioni e genera normalmente un volume maggiore con un attacco meno rapido della “hex core”. Come svantaggio ha maggiori difficoltà di produzione e più facilmente si possono trovare corde con “difetti” (corda difficile da intonare, con il suono “sordo”). Viene normalmente utilizzato da alcuni produttori solo per le corde “pure nickel” per essere coerenti con il periodo degli anni ‘60 e ’70, e da alcuni anche per le normali “nickel plated”.
  • hex core: è stata una soluzione legata alla semplificazione della produzione e porta alcuni vantaggi “musicali” ma principalmente di tipo economico per la produzione e per i consumatori. L’avvolgimento appoggia solamente sugli spigoli della sezione esagonale del core, permette una maggiore qualità nella produzione ma la corda vibra solo nelle direzioni delle superfici della sezione esagonale, dando sicuramente un’attacco più veloce, ma meno ampiezza e volume. La minor ampiezza permette però “un’action” (la distanza tra le corde ed i tasti dello strumento) più bassa rispetto al round core. Altro fattore “positivo” è il costo minore che si può riflettere sul prezzo al dettaglio.

Le corde avvolte vanno da un minimo di .017 a .080 (rif. Catalogo D’Addario).

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Avvolgimento

L’avvoglimento può, per citare quelli attualmente presenti sul mercato, utilizzare un “filo” di sezione:

  • tonda (classico): il classico avvolgimento, il suono generato è normalmente brillante, ottime per tutti i generi ed i suoni. La definizione commerciale è “round wound”.
  • ovale (nuove Dean Markley Helix): come per l’avvolgimento tondo, rimane un suono brillante, ma più gradevole al tatto e una diversa dinamica di “movimento”.
  • rettangolare (corde lisce da jazz): completamente lisce il suono è morbido poco brillante sui bassi e hanno un rumore di “scorrimento” praticamente nullo. Utilizzate principalmente per suoni puliti. La definizione commerciale è “flat wound”.
  • semi-rotondo (D’Addario Half Round): offrono una alternativa tra le round-wound e le flat-wound, riducono il rumore delle dita ma rimangono ancora delle corde versatili, brillanti e potenti. La definizione commerciale è “half round”. Quelle presenti sul mercato hanno l’avvolgimento in acciaio che può essere non idoneo per molte chitarre con in fret non in lega di acciaio.

Per il materiale dell’avvolgimento sono comunemente usati questi materiali:

  • Nickel (electric): l’avvolgimento non è “solo nickel” ma una lega con una bassa percentuale di nickel, è lo standard per la maggior parte delle corde in commercio. Un suono versatile e adattabile a tutti i generi. Soluzione moderna che ha permesso una riduzione dei costi.
  • Pure Nickel (electric): sono corde che “nostalgiche” nel senso che all’inizio era l’unico modo di produrre corde da chitarra. Generano un suono più caldo delle corde con nickel in lega e spesso sono anche più “morbide” all’uso. Sopportano male le distorsioni estreme. Le preferite per Blues e Rock, interessante è la bassa  usura dei fret della chitarra.
  • Steel (electric): la soluzione più recente, sono corde brillanti “aggressive” che ben si sposano con le distorsioni più estreme. Tendono ad usurare più rapidamente i fret.
  • Bronze / Phosphor Bronze (acoustic): l’avvolgimento è composto da una lega di rame e zinco con percentuali 80/20 – 85/15, dipende dalle marche, e sono lo standard per il mondo delle acustiche. Le differenze timbriche non sono chiare se si considera le affermazioni delle varie case, ma da mia esperienza le “phosphor” danno un suono più morbido.
  • Silk & Steel / Silk & Bronze (acoustic): una soluzione per rendere le corde più morbide e “calde” è quella di interporre durante l’avvolgimento fili di sostanze simili alla seta. Il risultato è una corda con un suon più morbido, ma anche la diteggiatura risulta facilitata. Usualmente si trovano in calibrature leggere (.010) ed è un tipo di corda adatta a chi passa dalla classica all’acustica o per chi lavora molto in finger picking.
  • Silver (acoustic): l’avvolgimento è in rame in bagno di argento (tecnologia simile a quella delle corde per chitarra classica). Poco comuni generano un suono caldo e si usano su strumenti dedicati ala finger picking essendo più delicate di quelle in Bronze.

Trattamenti particolari

Il mercato impone soluzioni per aumentare le vendite, oltre che per migliorare i prodotti. Il problema principale delle corde è l’ossidazione causata principalmente dal sudore delle mani e dal clima. Si è tentato di porre rimedio con vari trattamenti applicati durante la lavorazione o successivamente.

Ovviamente questi trattamenti aumentano in maniera notevole il costo di una muta di corde anche se mediamente la durata aumenta di circa tre volte.

  • Criogenic: le corde sono trattate a temperature attorno a -190° in modo da allineare diversamente la struttura granulare del metallo e renderle più resistenti all’ossidazione e mantenere il timbro costante nel tempo (marche che hanno investito in questa tecnologia sono Dean Markley, Ghs).
  • Coated: uno strato protettivo di sostanza basata su polimeri di fluoro nel caso delle Elixir, permette di evitare l’ossidazione. Da considerare che con un tocco “pesante” sia in plettrata che con i bending il rivestimento può rovinarsi più rapidamente. Moltissime sono le case produttrici che usano questo sistema, con variazioni sul tema. Cosa molto importante è che queste corde sono ideali per coloro che soffrono di allergia al nickel. La mia personale esperienza con le “coated” acustiche (Elixir in particolare) è positiva. La qualità timbrica è buona mentre e l’ossidazione è praticamente inesistente. Chi ha chitarre che non usa frequentemente, questo tipo di corde permette di riprenderle con corde ancora “suonabili” anche dopo parecchio tempo.
  • Corde “rolled”:  non fatevi ingannare … il nome nasce dallo speciale sistema di produzione in cui le corde avvolte, normalmente “round wound”, vengono “compresse” attraverso dei rulli per renderle meno ruvide più “smooth” per dirla all’americana. Questo tipo di corda, generalmente in puro nickel, offre una sensazione tattile gradevole,una buona scorrevolezza e un suono “rotondo”, non sono ovviamente idonee alle distorsioni estreme, ma le ho trovate ottime per il Blues ed il Rock.

(continua con la terza parte …)

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