Jim Dunlop Jazz III

Chi mi conosce di persona, o chi mi segue solo sul blog, sa che con gli esperimenti non smetto mai. Inoltre una certa irrequietezza con alcuni accessori, delle nostre benamate chitarre, ho veramente esagerato.

Uno di questi accessori sono i plettri. Per anni ho utilizzato i Fender medium e successivamente, dopo una lunga sosta musicale, sono passato ai Fender Heavy per poi passare agli Extra Heavy sino ad arrivare negli ultimi anni al Jim Dunlop Derlrin 500 da 1.5mm, poi un giorno …

Un po insoddisfatto decido di provare una forma nuova e insieme all’acquisto di altro materiale presso un sito ordino dei Jim Dunlop Jazz III XL che come dimensione generale è simile al Delrin 500. Il fornitore sbaglia e mi invia del Jazz III standard (rossi). Dopo le rituali invocazioni ad una dozzina di santi ed essendo il costo basso li butto, dimenticandoli, nella scatola plettri e non ci penso più. Attualmente il mio “arsenale” di chitarre si è ridotto, uso una acustica, una classica ed una elettrica, passare tra una e l’altra mi creava, sia per spaziatura tra le corde, sia per sonorità alcuni problemi nell’uso del plettro Delrin 500. Con un po di tempo a disposizione inizio una selezione di plettri dalla scatola magica e saltano fuori i Jazz III, da sempre “scartati” perché piccoli, ma questa volta li includo.

Long story short, per farla breve alla fine mi rimangono davanti queste schegge di plastica rossa appuntite, mentre tutti gli altri plettri sono rientrati mogi mogi nella scatola …

Una scoperta veramente spiazzante, io che avevo sempre definito quei plettri, piccoli, scomodi e adatti solo ai jazzisti che fanno linee melodiche, assoli e accordi in punta di dita. Come farò a fare i miei accompagnamenti da Texas Blues belli tosti e pesanti, o le ballate folk in strumming e saltare bene tra una corda e l’altra della classica (maggiormente spaziate rispetto alle altre chitarre).
Poi inizio a scoprire che artisti che mi piacciono utilizzano il Jazz III: Eric Johnson (suono pazzesco), Joe Bonamassa (suona pazzesco e mano pesante) e anche Rodrigo (di Rodrigo y Gabriela un duo acustico fantastico che usano chiarre Yamaha NTX700c come la mia).

Con questa motivazione in più inizia lo studio con questo piccolo grande plettro. La prima cosa che mi colpisce è il suono che riesce ad estrarre dalle corde, sempre bello indipendentemente dal materiale. Poi la velocità e la precisione di esecuzione, dalla linea melodica più delicata allo strumming più pesante, passando dalla tecnica plettro dita che ho veramente riscoperto grazie alla comodità di questo plettro che mi permette, avendo dita corte e tozze, una postura decisamente migliore. Inoltre finalmente riesco a “nascondere” il plettro nella mano per usare solamente le dita senza essere impacciato o che mi cada al suolo permettendomi così esecuzioni più varie.

Devo ammettere che sono veramente molto contento e consiglio agli amici chitarristi di concedergli una prova. Insieme a loro potete provare anche gli altri Jazz III come quello nero che è leggermente più ”duro” e quello in Ultex (giallo trasparente) che ha un suono differente più “caldo”, più le varianti Max Grip, Stiffo e le versioni Signature .

Buona musica !