Il Viaggio, Giorno 6

Il sesto giorno di viaggio inizia con la sveglia che squilla alle 6.30, la buona intenzione era quella di passare tutta la giornata a scoprire Gibilterra ma il suono della pioggia e del vento porta la mano a bloccare la sveglia e a stropicciare nuovamente il cuscino.
Presi dai sensi di colpa ci alziamo alla 7.30 per scendere a far colazione, nel frattempo la pioggia ha smesso di cadere e quando finalmente usciamo verso le 8.30 addirittura il sole inizia a fare capolino tra le nubi.

Affrontiamo i 2 chilometri che separano l’albergo dalla frontiera, rigorosamente a piedi e con un vento non certo amico, ci infiliamo tra le viuzze riparate dal vento di “La Linea de la Conception” che è il paesino che si è sviluppato sulla costa già dal 1700 per  “contrastare” gli Inglesi.


Arriviamo alla frontiera e passaporti alla mano passiamo senza problemi. Lentamente cin incamminiamo in questo mini-universo anglosassone che è Gibilterra. La cosa che non smette di meravigliarci è la pista dell’aeroporto che attraversa la strada di ingresso! 
Stando molto attenti all’attraversamento pedonale, non dimentichiamo che gli inglesi guidano dalla parte sbagliata, finalmente raggiungiamo illesi la zona pedonale, praticamente tutta quella all’interno delle mura difensive. Percorriamo lentamente una “Main Street” colma di negozi che promettono sconti meravigliosi ma che al cambio sterlina-euro non sono poi così interessanti.

Procediamo verso la cabinovia che ci porterà in cima alla “Rocca” che poi sarebbe la “The Rock”. Un economicissimo biglietto (29€ in due) ci permette di salire in 3 minuti il dislivello arrivando in cima accolti da un vento impossibile adatto solamente alle scimmie che hanno colonizzato il promontorio.

Non ci perdiamo d’animo e iniziamo a fare qualche fotografia per noi e per gli amici che ci seguono e Pia, temeraria, si avvicina ad una scimmietta intenta alle sue cose che si interrompe per mettersi in posa e farsi immortalare in bellissimi scatti.

Sostiamo al bar e ci lasciamo spennare (7.50€ in tutto) bevendo una finta cioccolata calda e un Gatorade ottenuto dopo una scenetta patetica con la attempata cassiera che non voleva capire o non capiva “a Gatorade please” “what?” a “Gatorade please, that fucking drink !” … 

Ovviamente per andare a vedere il parco naturalistico della vetta e altre scimmiette dovevamo sborsare altri eurini, quindi tra il vento e il desiderio di non farci spennare inutilmente ritorniamo a “valle”.

Andiamo a visitare l’orto botanico, regalandoci un’oretta di piacevole quiete tra piante meravigliose e una temperatura sempre più mite.
L’orologio biologico della panza inizia a scandire l’ora del pasto e memori di un Irish Pub riprendiamo la Main Street per raggiungerlo.

Semplicemente ottima birra, ottimo bacon con patate e Pia si lancia in un classicissimo “Fish & Cips”. Decisamente simpatico ed economico ci attardiamo ancora un po ad osservare la clientela abituale, illudendoci per un attimo di essere dalle parti di Dublino.

 

Riprendiamo il camino per rientrare e arriva il colpo di fortuna ! La strada è bloccata, le sirene sono in funzione: sta per atterrare un aeroplano. 
Ci piazziamo per gustarci lo spettacolo tra pedoni e automobilisti rassegnati all’attesa. Un ulteriore spettacolo, simile alla partenza di un gran premio, ci sorprende quando atterrato l’aereo viene dato il via libera al traffico. 
Ci stiamo ancora domandando come non ci siano state vittime!

Per oggi è tutto. Un abbraccio, Rico & Pia.

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