Il Viaggio, Giorno 3

Come al solito ci alziamo alle 6.30, doccia e a fare colazione in una sala piena di giapponesi che mangiano ogni cosa … patatine fritte insieme all’ananas, salame e marmellata di lamponi. Velocemente terminiamo la nostra non eccelsa colazione e ci accingiamo a partire frenati subito da un’alba che ci toglie il fiato. Facciamo una breve deviazione verso la “playa” e poi puntiamo il muso dell’auto verso l’autostrada.
 
Alla sera avevamo deciso di sostare a Granada un paio di giorni e tracciato il percorso più breve che ci avverrebbe portato verso la Sierra Nevada, 

Inizia il viaggio e dopo un paio d’ore iniziamo ad intravvedere le montagne innevate. Incoscientemente procediamo nel nostro piano. La strada inizia a salire e le nuvole si fanno più minacciose e sempre più basse sino a finirci letteralmente dentro !

 

E arriva pure la neve, poca ma arriva, a segnare il nostro percorso. Ma non dovevamo andare al caldo ?
Il paesaggio e stupendo da mozzare il fiato, colori nuovi fanno capolino dalla neve ed a ogni curva della Autovia ci regala nuovi orizzonti.
 
Continuiamo a procedere sino a quando non arriviamo nei dintorni di Granada, il solito gioco “indovina che trovo l’albergo giusto” e ci infiliamo in una strada che punta verso il centro … una tristezza infinita ci coglie. Non so cosa ci aspettavamo da quello che avevamo letto, ma una sequenza infinita di “casermoni” piuttosto brutti, alti palazzi e infinite rotonde con semafori assurdi.
 
Dovete sapere che dopo il rosso scatta il giallo che lampeggia un po, mentre quelli dietro di voi iniziano un concerto polifonico di clacson, poi scatta il verde. Mi ricordavo che in Italia era diversa la cosa, a parte i clacson …
Poi ci sono i semafori per le strisce pedonali … vorrei veramente conoscere chi ha fatto la pensata.
Le strisce pedonali sono dove uno se le aspetta, ovvero ad un paio di metri dall’incrocio, bene, hai appena svoltato e ti trovi un semaforo per permettere il passaggio dei pedoni che ti blocca con il muso in una via ed il sedere della macchina nell’altra rischiando di essere “infilzato” dal distratto di turno.
 
Nubi nere iniziano a scendere sulla città e sul nostro tentativo di capire dove stavamo andando, la Pia ha la pessima idea di guardare il meteo e scopriamo che invece del sole previsto domani ci saranno piogge e forse neve con temperature attorno al -3 !!!
Preso dallo sconforto guardo Pia e con la mia migliore espressione da miciotto triste affermo che voglio tornare verso il mare. 
 
Mappa alla mano tiriamo a sorte uno dei tanti nomi di cittadine sulla costa, praticamente i “lidi” di Granada e scendiamo, sono appena una quarantina di chilometri e le Autovie in Spagna sono veramente ottime “senza buche” e con una velocità di 120 km/h salvo qualche breve tratto a 110. Si viaggia che è una favola.

Arriviamo ed in lontananza scorgiamo, sempre tra le nuvole, il mare ma fortunatamente il termometro si è assestato si 11 gradi, va bene così. Avevamo scelto Motril, più per il fatto che era ben evidenziato sui cartelli statali che per una vera conoscenza della città, invece avvicinandoci scopriamo su un promontorio una cittadina arroccata tutta dipinta di bianco con alcuni edifici in pietra risalenti al periodo medioevale.
Deciso per Salobreña quindi ci lanciamo ed al secondo tentativo troviamo una bel alberghetto economico, con hi-fi e prima colazione. Una gestione familiare con persone simpatiche che ci indirizzano ad un ottimo ristorantino. La scelta di non sostare a Granada si è dimostrata vincente.


Domani rimarremo qui per riposare un po. In tre giorni abbiamo fatto più di 2000 km … un po stanchi lo siamo. Un abbraccio, Rico & Pia.

 

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