Il Viaggio, 8 e 9 Giorno – La Navigazione

Eccoci dopo la traversata. In nave era praticamente impossibile comunicare per telefono o internet salvo pagare prezzi proibitivi.

Siamo arrivati all’imbarco sabato 25, ovviamente in anticipo sull’orario previsto, ma la fila era già decisamente importante. L’attesa di un paio d’ore abbondanti è stata allietata dalle passeggiate degli altri naviganti che mostravano dei look veramente interessanti …

Finalmente saliamo con l’auto e una volta parcheggiata arriviamo alla cabina (camarote in spagnolo) piccola ma ben attrezzata. La nave nel suo complesso non è giovanissima ma è ben tenuta.
 
Finalmente si salpa ed iniziano i primi problemi con lo stomaco … cavolo! Normalmente non ho problemi, ho già viaggiato sul navi di varie dimensioni, ma probabilmente le onde dell’oceano hanno un’altro stile. 
Per chi mi conosce bene sa che ho un look sempre pallidino, beh non ci crederete ma sembravo lavato con il dash ! Pia inizia a preoccuparsi, ma faccio il duro e cerco una sedia e lei mi porta un po di zucchero, dopo 10 minuti mi riprendo e inizio a “mappare” la nave per capire dove si sentano meno le onde. Il rumore dei motori è un sordo brontolio, le vibrazioni sono costanti e i ricordi del terremoto ci accompagnano per un po. 
 
Si avvicina la sera ed i due momenti “tragici” della traversata si stanno avvicinando a nostra insaputa.
 
Ora di cena il self-service apre i battenti (in effetti è un’area che comprende i due punti tra le cabine e la zona comune) e un acre e pungente odore di aglio misto a cumino o altre spezie inizia a impregnare l’aria. Rimpiango il soave profumo dello spogliatoio della palestra …
Evitiamo per quanto possibile l’area pericolosa e ceniamo con una specie di dolce e succhi di frutta.


Comodamente seduti sulle poltrone dell’area comune ci stiamo rilassando tra una pennica e quattro chiacchere, quando improvvisamente emergono, come demoni dal nulla, i ragazzi dell’animazione … aiuto !!! Volumi da concerto, urla e gridolini che forse dovevano essere cose simpatiche e i giovincelli che saltano e ballano per tutta la sala.
Pochi minuti e scappiamo trattenendo il respiro per attraversare l’area self-service e raggiungiamo la cabina. Dopo una breve ispezione decidiamo ci dormire vestiti dopo la scoperta di macchie sospette sui piumini dei letti e riusciamo a farlo su una singola cuccetta. Anni di allenamento ad addormentarsi sul divano davanti alla tv danno i loro frutti |
 
Tra vibrazioni, rumori ed ondeggiamenti, passa la notte con il sonno a tratti ma comunque ristoratore. Vediamo l’alba e una bevanda al gusto di caffè con il solito dolce secco integrale e succo di frutta alla pesca ci aiutato ad affrontare una giornata soleggiata ma molto lunga anche perché scopriamo che l’orario previsto di arrivo non è quello che avevamo letto sul sito della compagnia ma bensì sei ore dopo.
Tra penniche sui divanetti o a prendere il sole, passa il tempo. Pia stoica resiste agli assalti dei ragazzi dell’animazione, io non resisto e passo il pomeriggio con le cuffiette agli orecchi con una sana e robusta colonna sonora a base di Metallica e Black Sabbath !!!
 
Un po frastornato vengo scosso da Pia che annuncia di avere un po fame e tanto per variare la nostra dieta rischiamo con due panini, gli unici senza lattosio, con maionese e briciole di pollo. Sono talmente tremendi, dalla consistenza molliccia e dal sapore totalmente neutro, che chiudiamo il pranzo con il solito dolce secco integrale e succo di frutta alla pesca. 
 
Ah dimenticavo di dire che quello che credavamo un traghetto diretto Huelva-Las Palmas è in effetti un locale ! Ferma in tutte le stazioni esclusa Coronella !
Fa una sosta a porto di Lanzarote e poi riprendere il suo viaggio per Las Palmas per poi proseguire per Santa Cruz de Tenerife. Non vi sto a raccontare la faccia di coloro che sarebbero scesi all’ultima fermata.
 
Scendiamo dalla nave verso mezzanotte e ci avviamo verso l’albergo che ci ospiterà per la notte, da domani avremo la nostra casa.
Ma non è ancora finita. Ovviamente l’unico albergo libero è a Vecindario a circa 30km dal porto, fortunatamente la viabilità dell’isola è molto buona e una superstrada anche questa senza buche ci fa arrivare al paese tranquillamente.
Il problema è che iVecindario è diviso a metà da una zona pedonale e ovviamente noi siamo arrivati dalla parte sbagliata. Dopo varie peripezie consigliati dal “navigatore dei poveri” che ho sul telefono raggiungiamo l’hotel, peccato che il portiere di notte mi spiega che per raggiungere il garage dell’hotel devo fare il giro della circonvallazione di Vecindario. Ci rituffiamo nel dedalo di sensi unici e strade senza uscita e in mezz’ora riusciamo a infilarci nel garage dell’albergo.
Ci vorrebbero pagine per descrivere i personaggi e le scene della navigazione, ma sono le 2 di notte ora locale, le 3 in Italia e la stanchezza inizia a farsi sentire, ma non volevamo lasciavi troppo tempo senza nostre notizie. Ora che abbiamo i piedi ben piantati sulla terraferma, le ore di “stress” sono svanite e rimangono piacevoli e divertenti ricordi della traversata.
 
Il viaggio è finito, ma questo blog continueremo a tenero vivo per essere sempre vicino agli amici e raccontarvi i nostri momenti per condividerli con voi.
Un abbraccio, Rico & Pia


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