Harley Benton TE-90QM Trans Red

Ebbene si ho ceduto ancora al fascino delle sei corde e ho fatto un’altro acquisto. Voglia di semiacustica, voglia di pickup P90 … perché non fare un unico acquisto ?

Devo ammettere sinceramente che questa non è stata la prima scelta, ma un compromesso. La prima scelta era caduta sulla Fender Telecaster Jim Adkins, un “pezzo” interessante, manico incollato, scala 24.75 (Gibson style), 2 P90 Seymour Duncan e 2 volumi e 2 toni. Un gioiellino che si poneva verso i 1000€ di costo e il forte, per me, problema di non poterla provare e le difficoltà (e i costi) per realizzare un reso in caso di problemi acquistando su internet dal sito di Thomann.

La TE-90QM (Telecaster con P90 e Quilted Maple) ammiccava dalla pagina del sito e così alla fine il costo di 130€ circa e buone recensioni l’hanno trasformata nella prescelta.

Quando è arrivata sono rimasto incredibilmente impressionato.

E’ una chitarra stupenda considerato il prezzo, decisamente la qualità è superiore sia alle Squier ed Epiphone di prezzo decisamente maggiore.

Ad un primo esame della verniciatura e delle rifiniture non mostra nessun graffio o imperfezione, la verniciatura è stupenda e anche i tasti sono ben rifiniti ai lati. Incredibile l’intonazione perfetta e con una action ottimale e quasi accordata.

HB_TE90QM_02Corpo in mogano (tre pezzi) successivamente scavato, un po come avviene con le Gibson ES-336, mantenendo il blocco centrale dove alloggiano i pickup e che riduce il feedback. L’interno è dipinto con una vernice nera che credo serva anche come schermatura.

Il top è un bellissimo Carved Quilted Maple con una curvatura più morbida di quella stile Les Paul.

Inizialmente credevo fosse che l’effetto Quilted (in italiano si usa il termine “marezzato”), visto il prezzo, un “photoflame” processo con cui si applica una sorta di “fotografia” creando così il “pattern” del legno, ma poi confrontando la mia chitarra con le foto presenti in rete ho notato “patterns” sempre differenti. I casi sono due o si sono presi il tempo di creare dozzine di foto diverse e applicarle (con i costi di un passaggio aggiuntivo) o è veramente quilted ! Inoltre un test (che va preso per quello che vale) muovendo la chitarra in controluce i disegni sembrano muoversi leggermente cosa che con il “photoflame” non avviene.

La verniciatura di un bel Trasparendo Red,  insieme al Binding crema del corpo della stessa tonalità del pickup, rendono questa chitarra decisamente elegante.

Il peso è contenuto essendo una hollowbody anche se a causa del manico e delle meccaniche abbastanza pesanti, tende a essere leggermente sbilanciata.

Il manico, in acero, avvitato stile Fender classico a 4 viti, risulta perfettamente dritto ma leggermente più grosso dello standard “C” Fender (anche la paletta è di circa 5mm più spessa).

In ogni caso è piacevolmente satinato e scorrevole ed è comodo con un profilo che ricorda lo slim-taper di casa Epiphone. La tastiera in palissandro e ben compatta, all’arrivo si presentava piuttosto secca e un po sporca. Olio di limone e un po di lana di acciaio 1000 hanno risolto perfettamente il problema. I 22 tasti sembrano ricordare il profilo Dunlop 6120, abbastanza larghi ma più bassi di un 6100 o 6105, comunque comodi per accordi e linee melodiche, un po meno per i bending anche se complessivamente la chitarra risulta morbida da suonare. La rifinitura laterale dei tasti è impeccabile. Un po di ossido è stato rimosso utilizzando l’apposita “gomma” che ho acquistato da Thomann (che consiglio vivamente, da utilizzarsi almeno una volta all’anno).

La “ferramenta” è buona, ponte massiccio con sellette singole e corde passanti, meccaniche stile Schaller, dignitose con buona tenuta.

Il suono è buono, i P90  della Wilkinson svolgono bene il loro lavoro anche se il resto dell’elettronica è un po scarsa (modifica già in mente).

Il pickup al manico è decisamente piacevole per atmosfere Blues & Jazz, il suono è caldo e rotondo. Il pickup al ponte è brillante ma mai acido. Nell’insieme è una chitarra versatile con una buona tavolozza di suoni. Sicuramente è doveroso il cambio dei potenziometri e del condensatore per ottenere il meglio dai P90 che mi hanno piacevolmente sorpreso anche se non ho una larga base di paragone (sarebbe doveroso farlo sulla stessa chitarra) con marche più blasonate.

Dopo un paio di settimane di utilizzo mi è venuta la voglia di modificare la circuiteria per avere più veratilità nei controllo dei toni. Ho trovato un interessante schema per un volume e due toni ed è scattata la modifica! Risultato tecnicamente ottimo e funzionale, esteticamente forse si poteva fare meglio, i due pot dei toni sono molto vicini però sono comodi da gestire. In attesa di trovare tre “knobs” cromati adatti ho ripiegato con quelli rimasti da una modifica alla Les Paul … arte del riciclo !

tech specs:

strings: Gibson Brite Wire .010 / .046

amplifier:  Yamaha THR10C

picks: Dunlop Jazz III red

camera: Canon 70D

backing tracks:

Coffee Break Grooves  (http://www.coffeebreakgrooves.com)

Watch & Learn  (http://cvls.com)