Evoluzione di una Stratocaster

Evoluzione di una Stratocaster

Chi mi segue con regolarità sa che mi piace avere chitarre e mi piace pasticciarci, fare il setup, la manutenzione, cambiare qualcosa nell’elettronica … ma questa volta ho esagerato !

L’oggetto in questione è una Squier Classic Vibe ’60 Stratocaster, Simon Neil Signature. Non sapevo chi era Simon Neil prima di vedere questa chitarra in catalogo Thomann e neanche mai sentito il suo gruppo i Biffy Clyro il cui logo capeggia sulla paletta della chitarra. Non sono un gruppo per cui mi strapperei i capelli, ma sono abbastanza rock da ascoltarli piacevolmente.

foto01Scusate la diversione, allora la chitarra in questione aveva due caratteristiche che mi interessavano tastiera in palissandro e colore Fiesta Red, praticamente la configurazione di una strato che avevo comprato quando nel 2000 avevo ripreso a suonare dopo anni di stop e che mi ritornava sempre in mente. Inoltre questa signature, diversamente dalle altre Squier recenti, ha le proporzioni di una normale strato e si rifà alla ’60 del Custom Shop di proprietà di Simon e un’interessante set di pickup a magnete misto (Alnico III e Alnico V).
Detto questo il suono “magro” e la verniciatura “effetto plastica” mi avevano portato (il solito amore/odio per le strato) alla decisione di venderla sul mercatino di seconda mano dell’isola. Peccato che due pirla avevano avuto la stessa idea mettendola a 100€ dico a 100€ quando la chitarra si poteva vendere a 250€ minimo ad essere onesti !!!!! Ok non aveva più senso venderla e allora … ? RELIC !!!!

Si avete letto bene, ho deciso di darmi al relic … non ho scattato foto durante le fasi o girato video degli esperimenti proprio perché non sapevo come sarebbe andata a finire. Vedrete quindi solo le foto del prodotto finito e il video. Se avete la pazienza di leggere allora vi racconto velocemente lo sviluppo del progetto che includeva anche il rinnovo del circuito …

Ricerca di foto

Il web è pieno di foto di strumenti relic, ma mi sono orientato su foto di strumenti originali anni ’60 con un normale segno del tempo e dell’usura, insomma ho evitato le “relic effetto bastone da pollaio”.

Ricerca di video di liuteria

Qualche ora passata visionare video postati sul tubo da sedicenti “reliccatori professionisti conto terzi” sino a incontrare qualche video con suggerimenti degni di essere presi in considerazione.

Acquisto materiali

Lana di acciao 1000, Agua Fuerte (praticamente acido cliridrico al 20%). Totale 5€
Switch Fender 5 posizioni, 3 Pot Goldo (Japan), 2 condensatori Orange Drop da 0.022mf. Totale 32€

Iniziamo con il manico

Protezione della tastiera con nastro da carrozziere. Carta abrasiva da 600 e inizio a carteggiare tutto il manico, tutto ok. Arriva il momento più difficile, afferro la chiave inglese ed inizio a menar colpi … non proprio il manico è sacro però la paletta riceve alcuni strategici colpi in punta (dove normalmente riesco sempre a fare danni alle chitarre). Completo l’opera sporcandola con un prodotto (rubato a Pia) per creare un effetto invecchiato in oggettistica e con passaggi di carta abrasiva 1000 bagnata e lana di acciaio 1000 con olio di limone. Pulisco, risultato ottimo. Ultimo passaggio un buon condizionamento della tastiera con olio di limone e gomma abrasiva sui tasti per lucidarli.

Il corpofoto03

Qui i timori sono più forti, temo che la verniciatura pesante e in poliuretano sia un’ostacolo difficile. In parte è così però dato che ho deciso di eseguire una “reliccatura” leggera in punti non piani, con l’uso di un “ferro da raso” tolgo la vernice sino a raggiungere il legno. Poi inizio la sequenza delle botte nei punti più strategici (attacco tracolla, zona ingresso jack, parte bassa della cassa, zona cintura sul retro). Sempre il timore di fare “troppo”. Al termine del bombardamento, inizio con la carta 600 per ridurre l’effetto gradino dei colpi e delle raschiature. D’altronde sono punti di usura e quindi renderli lisci ha un senso. Prima di passare la carteggio finale inizio a sporcare con il solito prodotto in modo che lo sporco si insinui nei graffi e nei colpi. Carteggio finale e passaggio con prodotto di pulizia per chitarre. Sono abbastanza soddisfatto del risultato.

Alle prese con l’hardware

Ci sono due modi per invecchiare l’hardware cromato. Il primo prevede l’uso di “Ferric Chloride Solution” un prodotto a base di acido che si utilizza per i circuiti stampati, l’altro l’uso di acido muriatico (ovvero acido cloridrico). Da queste parti è difficile trovarlo però esiste un prodotto che si chiama “Agua Fuerte”, acido cloridrico al 20%, e decido di utilizzarlo.
Il trucco è di usare contenitori di plastica (tipo quelli per cibi) Uno grande con coperchio e uno piccolo (che possa stare comodamente in quello grande). Mettere le parti da trattare nel contenitore piccolo lasciandolo aperto, riempire quello grande con un dito circa di acido muriatico, metterci il contenitore piccolo e chiudere il contenitore grand e con il suo coperchio ermetico.
USARE SEMPRE guanti, occhiali e maschera, è acido !!!
Il problema che le indicazioni dei video sono generiche ovvero non dicono se l’acido era diluito o no ma davano tempi di 20 minuti. Nel mio caso dopo 6 ore ancora nulla, decido di far passare ancora del tempo e non so se a causa del sole che batteva sul contenitore o la bassa qualità delle componenti il risultato è stato discutibile su alcuni componenti e accettabili su altri. Sicuramente il mio errore è stato di mettere tutto insieme invece di fare a puntate. Di certo la placca del manico è venuta un po esagerata …

Setup

Semplicemente per dire che ho optato per il ponte fisso. Anche prima usavo la leva vibrato e la tenuta dell’accordatura era accettabile ma la leva era abbastanza dura a causa della qualità dei componenti. Non ho inserito il blocco di legno ma ho semplicemente “tirato” le 3 molle. L’idea è quella di mettere 5 molle.
foto04

Elettronica

Per l’elettronica ho optato per uno schema che prevede un controllo di tono sul pickup single coil al ponte che, personalmente, è il punto critico della Stratocaster.
Un volume generale con un tono (tono 1, condensatore .022mf) , che controlla i pickup manico e centrale e un tono (tono 2, sempre con condensatore .022mf) per il pickup al ponte, necessario porre un po di attenzione in posizione 2:

Posizione 5: bridge pickup (tono 2)
Posizione 4: bridge + middle pickup (tono 2 e tono 1)
Posizione 3: middle pickup (tono 1)
Posizione 2: middle + neck pickup (tono 1)
Posizione 1: neck pickup (tono 1)

Test finale

Che dire … bravo Rico ! Complessivamente il lavoro mi piace tantissimo, la sensazione imbracciando la chitarra è quella di uno strumento vissuto, da una sensazione di “calore” che ben si sposa con le forme sinuose della Stratocaster.
Imbracciandola ad occhi chiusi mi ricorda ma mia vecchia “tapparella” la Stratocaster ’79 che mi ha accompagnato nell’avventura della Riverside Blues Band.
Ma vincente è anche il suono, una tavolozza di suoni che mi piace moltissimo, grazie ai controlli di tono di qualità e con un’accenno di note “nasali” che mi stimolano la creatività. Ottimo il pickup al ponte veramente usabile e che non perde di aggressività.

Il Video

strings: Gibson Brite Wire .010 / .046
amplifier: Yamaha THR10C
picks: Dunlop Jazz III red
camera: Canon 70D
backing tracks: Watch & Learn (http://cvls.com)

Buona Musica, Riccardo.