Comunicazione

Che la comunicazione sia un problema diffuso, radicato, proprio nell’era della comunicazione totale, mobile, veloce … troppo veloce e parziale è evidente.  Informazione letta in fretta e senza riflettere.  Ma siamo sicuri che siano i singoli ad essere naturalmente refrattari ad un’informazione accurata o siamo stati “addestrati” ?
La comunicazione è un problema per il potere, in particolare per i regimi totalitari, sia di destra che di sinistra, e per le religioni.  La conoscenza diffusa pone in discussione i dogmi.

Quando si affronta un problema e ti dicono che è l volontà del dio di turno, quando vedi bambini abusati, affamati, uccisi e chiedi spiegazioni al dio, ti si risponde che il disegno di dio è troppo grande perché tu possa capirlo ma devi aver fede.  Balle!

Siamo informati sappiamo leggiamo, magari male, ma sappiamo di bambini che muoiono di fame ai piedi di un altare dove grassi preti consumano il loro ricco pasto. Sappiamo di madri dal seno vuoto che stringono il loro piccoli, mentre untuosi politici titillano gonfie tette rifatte.
Sorge naturale un’odio profondo che stordisce, che fa male perché non credevi  che nel tuo piccolo ma forte cuore potesse aleggiare un sentimento così devastante.

Siamo così al punto cruciale, l’informazione è offuscata/modificata/distorta per stordire, per ridurre la capacità di riflessione. Tante notizie e nessuna approfondita. Tante notizie ed i legami tra gli eventi, anche lontani nel tempo e nello spazio, nascosti.
Perché la massa non deve ragionare, deve credere, se ragiona mette a rischio il castello di menzogne, i turgidi ceri che non si consumano o le vertiginose e generose scollature.
Non sono i soldi a dare il vero potere, quelli sono solo uno strumento utile. La vera forza sta nell’ignoranza delle masse, talmente “addestrate” che oramai si mettono in vetrina da soli sui social network, spogliandosi della propria dignità, offrendo informazione spesso non richiesta invece che cercarla.

Un raffinato invito a mettersi a 90 gradi per facilitare l’operazione.

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