Blues Artist: Albert King

Albert-King-2Uno dei “ThreeKings of the Blues” (Albert King, Freddie King, B.B. King), Albert imparò a suonare la chitarra con una “cigar-box” quando era bambino a Indianola, Mississippi. Era nato nel 1923 come Albert Nelson, figlio di un predicatore locale che morì quando Albert aveva 13. Iniziò a frequentare gruppi di Gospel ma, dopo aver sentito alcuni record di Blind Lemon Jefferson, decise di imparare a suonare il Blues.

Lavorando come autista conducendo un camion per il trasporto di cotone riuscì a comprare una vera chitarra al suo primo stipendio. Albert era mancino ma imparò a suonare la chitarra destra senza “girare le corde” quindi suonava ‘sottosopra’, con la corda più sottile in altro. Questo modo di suonare gli conferì uno stile decisamente personale.

Albert entrò nella formazione dei “The Groove Boys” che suonavano alle feste e balli durante il fine settimana, ma non sembrava destinato ad una carriera musicale certa. Verso i trent’anni, decide comunque di provarci e si trasferì prima a St. Louis, poi a Gary, Indiana (dove suonò con John Brim e l’allora sconosciuto Jimmy Reed) e infine raggiunse Chicago iniziando ad affermarsi come musicista.
Ebbe l’occasione di registrare ‘BadLuck Blues’ e ‘Murder’ per la Parrot Records di Chicago sotto il nome di Albert King, anche se in realtà si chiamava Albert Nelson. L’ associazione con la superstar del Blues BB King (che era anche lui di Indianola) probabilmente è stata considerata utile dal managemente della casa discografica.

Albert King_1I dischi non vendettero bene, così Albert tornò a St. Louis, suonando live per più di dieci anni, e solo nel 1959 ebbe l’occasione di firmare per la “Bobbin Records”. Il loro catalogo fu poi ripreso dalla King/Federal Records, e Albert riuscì a mettere, nel 1962, un singolo e un album ‘The Big Blue’ in classifica. Nel 1966 Albert firma per la Stax di Memphis.
Con Booker T. Jones e la M.G.s a sostenerlo, compone e registra alcuni tra i grandi classici del Blues come ‘Born Under a Bad Sign’, ‘The Hunter’ e ‘Cross-cut Saw’ che lo hanno definitivamente consacrato come parte importante nella nuova generazione di artisti Blues della metà degli anni sessanta.

I suoi fraseggi intensi e con sfumature incredibili hanno influenzato tantissimi chitarristi successivi in particolare bianchi, due su tutti Stevie Ray Vaughan e Gary Moore.

Scompare in Memphis il 21 dicembre 1992.
Discografia
1962 – The Big Blues, King Records
1967 – Born Under a Bad Sign, Stax Records
1968 – Live Wire/Blues Power, Stax Records
1969 – Years Gone By, Stax Records
1969 – King Of The Blues Guitar, Atlantic Records
1970 – Blues For Elvis – King Does The King’s Things, Stax Records
1971 – Lovejoy, Stax Records
1972 – I’ll Play The Blues For You, Stax Records
1973 – Blues At Sunset, Stax Records
1973 – Blues At Sunrise, Stax Records
1974 – I Wanna Get Funky, Stax Records
1974 – Montreux Festival, Stax Records
1974 – The Blues Don’t Change, Stax Records
1974 – Funky London, Stax Records
1976 – Albert, Tomato Records
1976 – Truckload Of Lovin’ , Tomato Records
1977 – I’ll Play the Blues For You, Tomato Records (con John Lee Hooker)
1977 – King Albert, Tomato Records
1979 – New Orleans Heat, Tomato Records
1979 – Chronicle, Stax Records (with Little Milton)
1983 – Crosscut Saw: Albert King In San Francisco, Stax Records
1984 – I’m In A Phone Booth, Baby, Stax Records
1986 – The Best Of Albert King, Stax Records
1986 – The Lost Session, Stax Records (con John Mayall)
1989 – Let’s Have A Natural Ball, Modern Blues Recordings
1989 – Live, Rhino Records
1990 – Door To Door, Chess Records
1990 – Wednesday Night In San Francisco, Stax Records
1990 – Thursday Night in San Francisco, Stax Records
1992 – Roadhouse Blues, RSP Records
1999 – In Session, Stax Records (postumo, con registrazioni del 1983 con Stevie Ray Vaughan)

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