Bel Al Damar

In un piovoso mercoledì di Agosto, mi ritrovo a riflettere su un’accadimento avvenuto un paio di mesi or sono in relazione ad un italiano morto in Siria. Non era un giornalista, un operatore umanitario, era una persona che aveva deciso di convertirsi all’islam e di andare a combattere nel tentativo di essere un martire.
Cavolo ci è riuscito alla grande, ma sopratutto ha dimostrato di essere un gran pirla.

La religione é un fatto personale profondo che porta l’essere umano a scelte spesso discutibili. Riuscire a capire perché un ragazzo italiano decide di seguire un’altra religione è difficile, ancora di più se questa religione ammette azioni crudeli e infami.
Si considerano martiri, credono di andare in paradiso dove troveranno 72 vergini, personalmente penso che se in paradiso ci fossero 72 majale, sarebbe veramente un paradiso moooolto divertente che essendo un paradiso sicuramente tutti avremo le capacità del buon Rocco.

Anch’io ho fatto una scelta religiosa, un percorso durato anni tra letture, discussioni e pratica di arti marziali. Alla fine è stato naturale abbracciare lo spirito del buddismo zen e delle forme più sincere delle religioni animiste.
Sia il buddismo che le religioni animiste (pellerossa, aborigeni, giapponesi) hanno una base solida che vede in ogni essere vivente uno spirito degno di pari RISPETTO. Questa è la regola chiave, nel momento in cui non provi rispetto per un essere umano, un animale, una pianta sei fuori dallo schema naturale, sei automaticamente il male.
E’ uno schema semplice che non permette scuse, Non esiste il paradiso, il purgatorio o l’inferno. O sei buono o sei malvagio, con qualche sfumatura … Il Tao rappresenta però molto bene questo concetto dove il bianco ha una punta di nero ed il nero una punta di bianco.
Non ci può essere una linea netta bene/male ma, essendo enorme l’interazione tra tutti gli esseri viventi, esisteranno sempre delle zone grigie dove le sfumature regnano sovrane.

Ho un’antipatia profonda per le religioni monoteiste cristianesimo, ebraismo, islamismo. Guarda caso sono nate tutte dallo stesso ceppo assiro, e la violenza è un comune denominatore. Se pensiamo che una promette un paradiso con 72 vergini, ti obbliga ad un mese di digiuno e considera gli altri infedeli da eliminare, l’altra si basa su profeti che ascoltano un cespuglio in fiamme che ti chiede di uccidere tuo figlio e la terza su un “figlio di dio”, il “re dei re” un po contestatore, torturato ed ucciso da un mediocre burocrate romano di provincia, credo proprio che chi ha “ideato” queste religioni avesse seri problemi di tossicodipendenza, qualsiasi cosa fosse.

p.s. per i ferraresi il titolo sarà comprensibile 🙂

Lascia un commento